NATO: nessuna richiesta di una missione nel Golfo

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 17:48 in Medio Oriente UK USA e Canada

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Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato, mercoledì 31 luglio, che non c’è stata alcuna richiesta formale, rivolta all’Alleanza Atlantica, di lanciare una missione nello Stretto di Hormuz. Al momento, ci sarebbero due programmi indirizzati a garantire la sicurezza navale nel Golfo e la libertà di navigazione alle imbarcazioni petrolifere: quello europeo, promosso dalla Gran Bretagna, e quello a iniziativa americana, volto a riunire gli alleati e a collaborare con loro per proteggere le spedizioni marittime nella regione. Tali missioni saranno complementari l’una all’altra.

La proposta avanzata dagli Stati Uniti mira a reclutare 60 nazioni nell’ambito della cosiddetta “Operazione sentinella”. Si tratta di un’iniziativa del Comando centrale americano, sostenuta con forza dal nuovo segretario alla Difesa Mark Esper, per promuovere la sicurezza marittima e garantire un passaggio sicuro alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e lo Stretto di Bab el-Manded. L’obiettivo statunitense è quello di ridurre le tensioni nelle acque internazionali, garantendo il rispetto della libertà di navigazione, e dissuadere l’Iran da azioni provocatorie.

Dall’altra parte, il Regno Unito ha annunciato lo schieramento di una forza navale europea nello Stretto di Hormuz, per garantire il passaggio sicuro delle imbarcazioni nel Golfo a seguito del sequestro di una petroliera britannica da parte dell’Iran, verificatosi il 19 luglio. Nell’ambito di questo programma, la nave da guerra inglese HMS Duncan, la più moderna della Marina militare britannica, è entrata, lunedì 29 luglio, nelle acque del Golfo Persico per “garantire la sicurezza della navigazione”. Il cacciatorpediniere è stato inviato per scortare, attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, le imbarcazioni battenti bandiera del Regno Unito. Il governo di Londra sostiene che non cerca alcuno scontro con l’Iran e che il suo intento è quello di “proteggere la navigazione e garantire la sicurezza navale”. 

Anche la Germania, la Francia, la Danimarca, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna e l’Italia  hanno espresso il loro supporto alla missione navale britannica.

Nella regione del Golfo, in particolare nello Stretto di Hormuz, si sono di recente verificati diversi episodi di tensione navale tra Stati Uniti, Iran e Gran Bretagna. L’ultima disputa, quella tra Iran e Regno Unito sarebbe iniziata il 4 luglio scorso, quando la petroliera iraniana Grace 1 era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. In tale quadro, l’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

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Chiara Gentili

di Redazione

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