Mozambico: dopo circa 30 anni, arriva il trattato di pace

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 19:22 in Africa Mozambico

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Il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha annunciato, venerdì 31 luglio, che il prossimo giovedì, 1 agosto, firmerà un accordo di pace che terminerà in maniera formale le ostilità con la formazione dell’opposizione, la Renamo, a circa 30 anni dalla fine della guerra civile.

La decisione di Nuysi di siglare, a circa 30 anni dalla fine della guerra civile, l’accordo di pace formale con i suoi ex antagonisti giunge in un momento particolare per il Mozambico, che nel mese di ottobre si recherà alle urne per le elezioni presidenziali, parlamentari e provinciali.

L’accordo che verrà siglato giovedì, inoltre, ha spiegato Nyusi, “segnerà anche la fine degli scontri tra le forze armate del Paese e il gruppo armato del partito di opposizione”. Nonostante la fine della guerra civile, infatti, la sicurezza in Mozambico è tuttora minacciata dagli scontri tra le due forze armate e allo stesso tempo dall’insorgenza dello Stato Islamico nel Nord del Paese.

Stando alle dichiarazioni del presidente mozambicano, l’accordo verrà siglato insieme al leader della forza di opposizione, Ossufo Momade, in un luogo simbolico: la catena montuosa del Gorongosa, nell’area centrale del Paese, roccaforte della Renamo.

Da parte sua, Momade non ha commentato la vicenda. Il leader della Renamo, in carica dallo scorso anno, dopo la morte del leader storico, Afonso Shlakama, tuttavia, non gode di eccessiva popolarità tra i seguaci del partito di opposizione, specie tra quelli della branca militare. Alcuni combattenti hanno recentemente anche pubblicato un video di denuncia per Momade, in cui dichiaravano che non avrebbero deposto le armi fino a quando Momade sarebbe rimasto in carica.

L’obiettivo del governo di Maputo è da anni quello di disarmare i combattenti della Renamo e di reintegrarne alcuni nell’esercito o nella polizia di Stato.

La Resistenza Nazionale Mozambicana (Renamo) ha combattuto nel fronte opposto al partito di Nyusi, il Fronte di Liberazione del Mozambico (Frelimo), nel conflitto che ha colpito il Mozambico per 15 anni, dal 1977 al 1992, e che ha ucciso circa 1 milione di persone. Nel 1992, un primo accordo di pace aveva terminato il conflitto, ma da allora la violenza si è diffusa nel Paese, che è stato colpito da sporadici contrasti. Il dialogo di pace tra le due forze era stato sospeso lo scorso anno, quando la Renamo ha accusato Frelimo di aver compromesso le scorse elezioni municipali. Già nel 2014, dopo le ultime elezioni presidenziali, Renamo e Frelino erano stati protagonisti di scontri violenti causati da una disputa sul verdetto delle elezioni.

Il Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, soffre ancora degli effetti della una guerra civile iniziata nel 1977 e conclusa nel 1992. A rappresentare una minaccia per Maputo, oltre ai continui scontri tra la Renamo e il Frelimo, anche l’aumento degli attentati nel Nord del Paese, vicino il confine con la Tanzania, dove si trovano vasti giacimenti di gas, scoperti al largo di Palma nel 2011. Tali giacimenti potrebbero trasformare l’economia del Paese, che attualmente è una delle più povere del continente africano, ma lo sviluppo è minacciato dall’insorgenza dello Stato Islamico nella regione.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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