Mosca: non cambieremo politica sul Venezuela per sanzioni USA

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 6:30 in Russia USA e Canada Venezuela

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Mosca non rinuncerà alla sua politica sul Venezuela in caso di nuove sanzioni statunitensi. Lo ha dichiarato alla versione latinoamericana del network russo Sputnik il vice ministro degli Esteri della Federazione Sergej Rjabkov.

La settimana scorsa, l’inviato americano per il Venezuela, Elliott Abrams, ha dichiarato che Washington sta valutando la possibilità di imporre nuove sanzioni alla Russia per il suo sostegno al governo di Nicolás Maduro.

“In generale, le azioni che sono state recentemente intraprese dall’amministrazione statunitense contro il Venezuela, come anche in precedenza contro Cuba, e cioè allungare gli elenchi delle sanzioni, ci portano alla conclusione che gli americani stanno trascurando il processo di negoziazione in corso alle Barbados” – ha dichiarato il viceministro degli affari esteri della Federazione Russa.

“Conosciamo molto bene i metodi degli Stati Uniti, spero che abbiano capito che la Russia ha le sue linee rosse e che non rinunceremo ai nostri principi o alle nostre priorità” – ha attaccato Rjabkov, che da qualche tempo è il diplomatico russo che maggiormente rappresenta le posizioni della Federazione sul Venezuela, tanto da aver visitato Caracas nelle scorse settimane dopo aver incontrato prima a Roma lo stesso Abrams a marzo, e poi a Helsinki il sottosegretario USA alla Sicurezza Nazionale Hull lo scorso 10 luglio.  

Il viceministro russo ha affermato che gli Stati Uniti “minacciano continuamente sanzioni” e ha aggiunto che “alla fine, tutto ciò finisce per danneggiare l’immagine degli Stati Uniti e di fatto riduce la loro influenza nel mondo”.

Rjabkov ha ribadito che la crisi in Venezuela è peggiorata dopo l’autoproclamazione di Guaidó come presidente ad interim del paese, una presidenza che per Mosca “non esiste”.

Il viceministro degli Esteri russo Sergeо Rjabkov ha dichiarato inoltre all’agenzia di stampa RIA Novosti che non ha ancora in programma un nuovo incontro con il rappresentante speciale degli Stati Uniti per il Venezuela Elliot Abrams. “Non vi sono motivi per un vertice tenuto conto delle recenti azioni statunitensi e del fatto che le differenze tra noi rimangono serie” – ha dichiarato

Il Ministero degli Esteri russo sostiene la denuncia del presidente venezuelano Nicolás Maduro quando accusa che l’autoproclamazione di Guaidó e tutto ciò che ne è seguito da febbraio a oggi è “un tentativo di colpo di stato”. In numerose occasioni Maduro ha accusato gli Stati Uniti, la Colombia e il Cile di essere responsabili di aver orchestrato il golpe, una posizione ufficialmente mai condivisa da Mosca o dagli altri alleati internazionali di Maduro, tra cui Turchia, Cina, Cuba, che tuttavia ritengono gli USA responsabili dell’aggravarsi della crisi politica in Venezuela.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e russo

di Redazione

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