Iran: pronti a ridurre i propri adempimenti

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 11:01 in Iran Medio Oriente

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato, il 31 luglio, che il proprio Paese è pronto a ridurre nuovamente gli obblighi relativi all’accordo sul nucleare, a meno che l’Europa non lo protegga dalle sanzioni statunitensi.

A detta di Zarif, alla luce delle circostanze attuali, l’Iran è pronto a proseguire su tale strada, a meno che non si assista ad un intervento europeo che salvaguardi l’economia iraniana. In particolare, Teheran ha affermato che ridurrà il proprio impegno verso gli adempimenti dell’accordo in più fasi e potrebbe ritirarsi da esso. Inoltre, il ministro ha evidenziato la necessità, da parte dei partner europei, di garantire la possibilità, per l’Iran, di vendere petrolio e ottenerne i ricavi.

Già precedentemente, e nello specifico un giorno dopo la riunione del comitato congiunto dei firmatari dell’accordo sul nucleare (JCPOA), l’Iran, il 29 luglio, aveva annunciato che stava ancora aspettando delle “mosse pratiche” da parte dei Paesi europei per salvare tale accordo. Allo stesso tempo, Teheran aveva minacciato che, nel caso in cui non avesse ottenuto quanto richiesto, era pronta ad avviare la terza fase della riduzione dei propri adempimenti.

In tale cornice, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, aveva affermato che gli sforzi diplomatici continuano a salvaguardare l’accordo sul nucleare, ma la pazienza dell’Iran è limitata.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’8 maggio 2018, il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare ed ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran. L’Iran ha invitato diverse volte i Paesi europei a controbilanciare le sanzioni poste da Washington. In particolare, il 7 gennaio, il Paese ha portato a termine una seconda fase della riduzione dei propri adempimenti, innalzando l’arricchimento dell’uranio al 4.5 %, superando la soglia del 3.67 % stabilita precedentemente.

In seguito all’attuazione della seconda fase, e di fronte ad un mancato rispetto dei propri impegni da parte europea, Teheran ha minacciato di proseguire, innalzando il livello di arricchimento a oltre il 20% e minacciando altresì di ritirarsi dall’accordo.

Il 28 luglio, diplomatici e rappresentanti provenienti da Iran, Francia, Regno Unito, Cina, Russia e Unione Europea si sono incontrati a Vienna, nel quadro di un meeting straordinario per discutere dell’accordo sul nucleare iraniano, alla luce delle tensioni delle ultime settimane, riguardanti in particolare il Golfo. Secondo il vice-ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, si è trattato di un incontro costruttivo, e, sebbene alcune questioni non siano state ancora risolte, ci si è detti disposti a salvare tale patto. 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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