Germania: “Non vogliamo partecipare alla missione USA nel Golfo”

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 19:55 in Germania Iran USA e Canada

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La Germania si è detta “riluttante” a partecipare alla missione degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Al contrario, Berlino ha dichiarato di guardare con favore la missione navale europea nel Golfo.

Le dichiarazioni, rilasciate mercoledì 31 luglio dal governo della cancelliera Angela Merkel, giungono in risposta all’appello lanciato il giorno precedente dagli Stati Uniti, che chiedevano un “aiuto nel proteggere” la rotta petrolifera più impegnativa e nel “combattere l’aggressione dell’Iran”.

Tuttavia, in un tale momento delicato, Berlino teme che partecipare alla missione americana potrebbe trascinare la Germania e gli altri Paesi alleati in un conflitto militare con l’Iran.

In particolare, il governo tedesco ha sottolineato di continuare a supportare e credere negli sforzi diplomatici quale mezzo per ridurre le tensioni che sono recentemente sorte tra Stati Uniti e Iran. In tale ottica, la “partecipazione a una missione americana potrebbe complicare ulteriormente la situazione, anche se ovviamente la Germania condivide l’obiettivo di assicurare la libertà della navigazione”.

In tale contesto, la portavoce del governo tedesco, Ulrike Demmer, ha spiegato che “gli Stati Uniti hanno recentemente presentato a molti alleati, inclusa la Germania, il loro concetto di missione di sorveglianza marittima nel Golfo Persico. Tuttavia, il governo tedesco è riluttante ad accettare la proposta americana e per tale ragione non ha offerto il proprio contributo, dato che il nostro approccio all’Iran differisce in maniera significativa da quello adottato dagli Stati Uniti”.

Al contrario, la Demmer ha reso noto che la Germania rimane in “stretta collaborazione con la Francia e con  il Regno Unito” in materia di sicurezza marittima. La portavoce ha altresì aggiunto che Berlino crede fortemente che l’idea di una missione navale europea nel Golfo sia “degna di considerazione”.

A seguito del sequestro della petroliera britannica Stena Impero e di tutto il suo equipaggio, avvenuto venerdì 19 luglio per mano dell’Iran, il 22 luglio il Regno Unito aveva annunciato lo schieramento di una forza navale europea nello Stretto di Hormuz. Tale iniziativa ha riscosso il sostegno di Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna, i quali hanno lasciato intendere che parteciperebbero alla missione europea, promossa dalla Gran Bretagna, volta ad assicurare la libertà di navigazione nel Golfo e a proteggere le rotte delle navi predisposte al trasporto petrolifero.

Il 27 luglio, il Dipartimento della Difesa americano aveva dichiarato che la nuova iniziativa a guida europea, promossa dal Regno Unito, sarebbe stata complementare agli sforzi dell’amministrazione Trump, intenzionata anch’essa a riunire gli alleati e a collaborare con loro per proteggere le spedizioni marittime nella regione. La cosiddetta “Operazione sentinella” è un’iniziativa del Comando centrale americano, sostenuta con forza dal nuovo segretario alla Difesa Mark Esper, per promuovere la sicurezza marittima e garantire un passaggio sicuro alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e lo Stretto di Bab el-Manded. 

Parallelamente, il 29 luglio, il Regno Unito ha inviato nel Golfo la nave da guerra inglese HMS Duncan, la più moderna della Marina militare britannica. La nuova cacciatorpediniere si è unita alla HMS Montrose, che ha già da sola scortato circa 35 navi mercantili durante 20 tratte separate.

Il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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