Emirati e Iran: una cooperazione necessaria

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 10:14 in Emirati Arabi Uniti Iran

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Il capo della Guardia Costiera emiratina, il generale Musbeh al-Ahbabi, ha dichiarato che il coordinamento costante tra l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) è necessario per garantire la sicurezza della navigazione nella regione del Golfo.

Tale dichiarazione è giunta nel corso di una riunione militare congiunta tra Teheran ed Abu Dhabi, tenutasi il 30 luglio in Iran, per la prima volta dopo sei anni. L’ultimo incontro di tale tipo si era tenuto nel 2013. Negli anni, ci si è interrogati sulla mancata indizione di ulteriori incontri mentre attualmente ci si chiede perché si è deciso di organizzare il meeting in un momento delicato per la regione.

Al-Ahbabi ha aggiunto che le buone relazioni tra i due Paesi garantiranno la sicurezza delle acque del Golfo e del Mare dell’Oman. Dal canto suo, il comandante delle Guardie di frontiera iraniane, il generale di brigata Qasem Rezaee, ha affermato che l’incontro con il funzionario militare degli Emirati Arabi Uniti rappresenta un passo importante per raggiungere la necessaria cooperazione in materia di sicurezza tra i due Paesi.

Tra i temi oggetto dell’incontro, si è discusso della cooperazione alle frontiere, il flusso di cittadini da e per entrambi i Paesi, l’ingresso illegale e le modalità per facilitare ed accelerare lo scambio di informazioni tra le due parti. È stato altresì proposto di organizzare incontri annuali a Teheran e Abu Dhabi, oltre che nelle aree al confine.

La delegazione emiratina, con tale meeting, sta inviando un messaggio positivo all’Iran, mostrando la volontà di raggiungere una soluzione di fronte allo scenario di tensione attuale. Inoltre, il capo della Guardia costiera emiratina ha affermato che l’Iran è anche un Paese leader nella lotta al traffico di stupefacenti e gli UAE apprezzano le azioni intraprese dalla Repubblica islamica in tale ambito.

Al-Ahbabi ha poi elogiato la politica iraniana nella gestione dei propri confini, che ha portato sicurezza nella repubblica islamica dell’Iran, nonostante il paese condivida 8755 km di frontiera. Il generale ha altresì affermato che l’intervento di alcuni Stati ha sollevato problematiche nell’area del Golfo. Pertanto, è necessario migliorare le relazioni tra i Paesi per garantire sicurezza nella regione e nel mare di Oman.

Secondo un corrispondente di Al-Jazeera a Teheran, Noureddine Al-Dougher, il meeting Iran- UAE è da considerarsi anormale nelle condizioni in cui riversa la regione attualmente. Il corrispondente ha altresì sottolineato che nelle ultime settimane vi sono stati altri incontri tra delegazioni iraniane ed emiratine. Sembra, tuttavia, che gli UAE siano diventati un centro rilevante per la sicurezza iraniana.

Le relazioni tra Iran ed Emirati sono caratterizzate altresì da alcune questioni di tensione. Tra queste, quella relativa all’”occupazione” di tre isole emiratine, risalente al 30 novembre 1971, poco dopo l’istituzione dello Stato degli Emirati Arabi Uniti, ma tuttora oggetto di frizioni diplomatiche. Le “isolette” di Greater Tunb, Lesser Tunb e Abu Musa sarebbero state occupate dall’Iran in seguito al ritiro degli inglesi nel 1971. Da quel momento, gli Emirati hanno considerato l’occupazione iraniana illegale, ne hanno reclamato la sovranità e hanno cercato, nel corso degli anni, di risolvere la questione in modo pacifico e diplomatico, cercando altresì l’appoggio di altri Stati e della Lega Araba.

Inoltre, anche il conflitto in Yemen è motivo di frizione tra le due parti. A tal proposito, l’Iran sostiene le milizie di ribelli sciiti Houthi mentre gli UAE hanno preso parte alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, a sostegno del governo yemenita.

Non da ultimo, lo scorso 13 giugno, due grandi esplosioni contro alcune piattaforme petrolifere si sono verificate nel Golfo di Oman, a largo delle coste dell’Iran. Tale incidente si è verificato dopo un mese esatto dai sabotaggi di Fujairah, subiti il 13 maggio da parte delle 3 navi battenti bandiere saudita, norvegese ed emiratina. Gli eventi sono stati condannati come tentativi di minare la sicurezza delle forniture di petrolio mondiali. L’Iran, da parte sua, ha negato qualsiasi responsabilità dell’attacco.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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