Cuba blocca i prezzi per contrastare la crisi

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 8:12 in America Latina Cuba

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Cuba ha imposto un piano generale di controllo dei prezzi martedì per tutte le società statali e private nel mezzo di una crisi economica che si fa più profonda in conseguenza del rafforzamento delle sanzioni statunitensi contro l’isola. Le nuove misure vietano l’aumento dei prezzi nel commercio al dettaglio e all’ingrosso, ad eccezione dei prodotti importati e distribuiti dallo Stato, dove i margini di profitto stabiliti non possono essere aumentati a prescindere.

La misura appare una restrizione al libero commercio che da qualche anno ha iniziato a svilupparsi nel paese. Sebbene le aziende statali dominino l’economia, rigidamente pianificata, le riforme attuate durante la presidenza di Raúl Castro, hanno portato, in particolare negli ultimi anni, alla crescita del settore privato, composto principalmente da cooperative, agricoltori, piccole imprese e lavoratori indipendenti come i tassisti.

Il ministero delle finanze e dei prezzi cubano ha elencato tutti gli attori del settore privato per indicare che “non possono aumentare i prezzi e le tariffe attuali di prodotti e servizi”. Il presidente dell’isola, Miguel Díaz-Canel, ha annunciato all’inizio del mese una serie di misure di emergenza per combattere la stagnazione dell’economia e frenare la caduta degli utili in valuta estera iniziata nel 2015, in concomitanza con la crisi in Venezuela, principale alleata di Cuba e fornitore di petrolio a prezzi di favore. La stagnazione dell’economia cubana è stata aggravata dall’indurimento dell’embargo da parte di Washington a partire dallo scorso maggio.

Le misure annunciate da Díaz-Canel prevedono un aumento degli stipendi e delle pensioni per oltre due milioni di dipendenti statali, che ha portato la spesa annuale per questa voce a 8 miliardi di pesos cubani convertibili (importo identico in dollari), quasi il 13% del bilancio di quest’anno. Díaz-Canel aveva affermato che altre misure, che dovevano ancora essere annunciate, includevano controlli dei prezzi e politiche volte a stimolare la produzione locale per far fronte all’aumento della domanda dei consumatori senza causare inflazione. La prima è quella annunciata martedì 29 luglio del ministero delle finanze. 

Cuba annuncia le misure di controllo dei prezzi poche settimane dopo aver siglato importanti accordi commerciali con la Russia in occasione della recente visita di Sergej Lavrov, capo della diplomazia di Mosca, all’Avana. La Federazione russa ha ribadito l’impegno di rifornire Cuba della quota di petrolio che il Venezuela non è in condizione di fornire e ha allo studio misure per stimolare il commercio bilaterale e soprattutto il rilancio degli investimenti di imprese russe nell’isola caraibica.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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