Corea del Nord: un nuovo lancio di missili balistici a corto raggio

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 9:07 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha condotto il secondo test con missili balistici a corto raggio in meno di una settimana, mercoledì 31 luglio.

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno dichiarato che le loro forze di sicurezza stanno monitorando la situazione. Secondo il Joint Chiefs of Staff (JCS) dell’esercito di Seul il lancio è stato effettuato dalla penisola di Hodo, nella provincia meridionale di Hamgyong, sulla costa orientale della Corea del Nord. I due missili “hanno volato per circa 250 km ad un’altitudine di 30 km e sono poi caduti nel Mare Orientale”, noto anche come Mar del Giappone, ha aggiunto il JCS. “I ripetuti lanci di missili da parte del Nord non sono utili per allentare le tensioni nella penisola coreana e raccomandiamo di arrestare questo tipo di comportamento”, si legge in una dichiarazione dell’esercito della Corea del Sud, riportato da Al-Jazeera English. 

Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha affermato che i lanci “non costituiscono una minaccia per la sicurezza nazionale giapponese”. Tuttavia, il test rappresentano una nuova violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU da parte di Pyongyang e arrivano in un momento delicato dei rapporti con gli Stati Uniti. I negoziati tra i due Paesi sulla denuclearizzazione sono in stallo e Washington ha programmato una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, per il mese di agosto. Il colonnello Lee Peters, portavoce delle forze militari statunitensi in Corea del Sud, ha dichiarato: “Siamo a conoscenza del lancio di missili dalla Corea del Nord e continueremo a monitorare la situazione”. L’ultimo test nordcoreano arriva lo stesso giorno in cui il Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, parteciperà ad una riunione dei ministri degli Esteri del Sud-Est asiatico, a Bangkok. Il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, avrebbe dovuto partecipare a tale incontro, ma ha poi deciso di annullare il viaggio.

Per quanto riguarda i missili, i funzionari sudcoreani hanno sottolineato che la struttura delle armi sembra essere di tipo diverso rispetto a quelli lanciati giovedì 25 luglio. Anche in tale data, Pyongyang aveva testato due armi balistiche e aveva dichiarato che il lancio rappresentava un “avvertimento” per i “guerrafondai” sudcoreani, affinché smettessero di importare armi e di condurre esercitazioni militari con gli altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, la Corea del Nord non può fare altro che “sviluppare armi super potenti per allontanare le minacce dirette e potenziali che provengono dal Sud”. Secondo quanto dichiarato da un rappresentante del Ministero della Difesa sudcoreano, “si è trattato di un nuovo modello di missili balistici a corto raggio”. I 2 missili, in particolare, avevano caratteristiche che li rendevano “simili ai missili russi SS-26 Iskander e a quelli lanciati nel mese di maggio da Pyongyang”. Tali dispositivi balistici sono “relativamente piccoli e veloci, il che li rende facili da nascondere, lanciare e dirigere”.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali. Il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni. Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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