Afghanistan: ordigno esplode lungo l’autostrada

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 10:20 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 35 persone, tra cui donne e bambini, sono state uccise dall’esplosione di una bomba lungo l’autostrada che porta dalla città di Herat a quella di Kandahar, la mattina di mercoledì 31 luglio.

L’ordigno è detonato al passaggio di un autobus che trasportava decine di persone. Il mezzo stava viaggiando verso la provincia di Farah da Herat, secondo quanto ha riferito un funzionario dell’ospedale di Herat, Mohammad Ibrahim Mohammadi. Almeno altre 17 persone sono rimaste ferite. Le autorità locali e le forze di sicurezza non hanno commentato l’accaduto.

Si tratta del secondo attentato in 2 giorni in Afghanistan. Almeno 3 bambini erano rimasti uccisi dall’esplosione di un’altra bomba lasciata lungo la strada, martedì 30 luglio. L’attacco si era verificato nella provincia meridionale di Kandahar. Secondo quanto riferito dai funzionari della sicurezza locale, la bomba era stata fatta esplodere in un quartiere situato nei pressi di un mercato. La polizia di Kandahar ha dichiarato che altre 23 persone, tra cui 6 bambini, sono rimaste feriti nell’esplosione.

In entrambe le situazioni, tuttavia, non c’è stata alcuna rivendicazione e non si conoscono gli autori degli attacchi. L’instabilità e le violenze nel Paese non fanno che aumentare. Secondo le Nazioni Unite, almeno 3.812 cittadini hanno perso la vita o sono stati feriti in Afghanistan nei primi 6 mesi del 2019. Nonostante gli sforzi diplomatici, la guerra nel Paese continua a causare numerose vittime e costringe i civili a vivere sotto la continua minaccia di attacchi da parte di militanti e di attentati.

Secondo i dati diffusi missione ONU in Afghanistan (UNAMA), dal primo gennaio al 30 giugno 2019, i talebani e lo Stato Islamico hanno ucciso 531 afghani e ne hanno feriti altri 1.437. Nello stesso periodo, le forze filogovernative hanno causato la morte di 717 persone e ne hanno ferite 680, registrando un aumento del 31% rispetto allo stesso lasso di tempo dello scorso anno. In totale, secondo le stime UNAMA, a perdere la vita vi sono state almeno 144 donne e 327 bambini, mentre oltre 1.000 sono rimasti feriti. Dei 327 bambini che hanno perso la vita, 150 sono morti a causa degli attacchi aerei.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese al fine di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. L’accordo che gli Stati Uniti intendono raggiungere con i talebani prevede il ritiro delle truppe straniere in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.