Yemen: offensiva dell’esercito yemenita uccide 20 ribelli Houthi

Pubblicato il 30 luglio 2019 alle 19:17 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 20 combattenti appartenenti alle milizie dei ribelli sciiti Houthi sono stati uccisi e altri sono stati feriti, il 30 luglio, in seguito ad un’operazione ad ampio raggio ad opera dell’esercito yemenita.

In particolare, sono stati colpite le cellule dei ribelli poste nel villaggio di Al-Qahra, nell’Est del distretto di Maris, a sua volta situato nel Nord della provincia meridionale di Dhale. Il centro di informazione delle forze armate yemenite, citando una fonte militare, ha dichiarato che le forze dell’esercito del governo, supportate dalle forze di resistenza, hanno fatto progressi nel distretto di Maris, dove hanno liberato numerose postazioni dalla morsa dei ribelli sciiti.

Secondo quanto dichiarato, i combattimenti sono ancora in corso. Nello specifico, le forze dell’esercito nazionale stanno inseguendo i membri delle forze Houthi rimanenti, in fuga dai fronti di combattimento.

Precedentemente, il 17 luglio, il governatorato di Dhale era stato colpito da un missile per mano Houthi, lanciato contro i villaggi Al-Hankh e Al-Rehab. La base di Hamzah, invece, situata al confine tra le province di Ibb e Dhale, ed intercettata grazie ad informazioni dell’intelligence, è stata presa di mira decine di volte. Tale base è utilizzata dai ribelli sciiti per il reclutamento e l’addestramento di nuove leve per le battaglie nelle province di Taizz, Dhale e Al-Hudaydah.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. Risale al 20 luglio scorso la notizia da parte della coalizione a guida saudita, circa l’inizio di un’operazione militare volta a colpire postazioni dei ribelli sciiti Houthi nella capitale yemenita, Sana’a.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

L’accordo di Stoccolma per il cessate il fuoco ha contribuito ad una diminuzione parziale del numero di vittime e di scontri violenti sul fronte di Hodeidah. Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi, le battaglie sono continuate, concentrandosi sugli altri fronti, tra cui Dhalea, Hajjah e Taez. L’accordo di Stoccolma è stato raggiunto il 13 dicembre 2018, con la mediazione dell’Onu e prevede il cessate il fuoco nell’area di Hodeidah, centro portuale fondamentale per l’approvigionamento di risorse e di beni di prima necessità per oltre 18 milioni di yemeniti. Si prevede altresì un ritiro progressivo delle forze militari. Tuttavia, proprio il 21 luglio scorso, i ribelli hanno cercato di colpire tale porto, portando ad una maggiore escalation delle tensioni e a rovesciando quanto stabilito in sede Onu.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.