Stati Uniti, Pompeo: “Ridurremo i militari in Afghanistan entro le presidenziali”

Pubblicato il 30 luglio 2019 alle 10:16 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato che il presidente Trump vuole che le forze di combattimento in Afghanistan vengano ridimensionate entro le prossime elezioni presidenziali.

La dichiarazione di Pompeo, rilasciata lunedì 19 giugno, giunge in risposta alla crescente pressione esercitata sul governo americano in merito al taglio delle truppe in Afghanistan.

Il 21 agosto 2017, il presidente Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese al fine di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione, al fine di stabilizzare il Paese asiatico. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Il giorno precedente, il capo di Stato americano aveva annunciato il ritiro di tutte le truppe USA dalla Siria. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. 

Ma questa volta, ha dichiarato Pompeo, Trump “è stato disambiguo: dobbiamo terminare una guerra infinita, ritirarci e ridimensionarci. Ma non saremo solo noi a farlo”. “Noi vogliamo che si riprendano il loro Paese e vogliamo ridimensionare quello che per noi conta come 10 miliardi di dollari all’anno di spesa”, ha dichiarato Pompeo.

Da parte sua, l’Afghanistan ha sollevato dubbi in merito alla possibilità che la fine della guerra sia per Trump un mero strumento di campagna elettorale. “Improvvisamente, rispettare la data che fa comodo alla campagna elettorale di Trump è diventato un obiettivo più importante rispetto al portare la pace in Afghanistan”, ha dichiarato un ufficiale afghano, consigliere del presidente Ashraf Ghani. Da ciò, nasce il timore che “la fretta americana di ritirare le truppe possa lasciare spazio ai talebani. Le forze afghane saranno presto abbandonate a combattere da sole”.

L’accordo che gli Stati Uniti intendono raggiungere con i talebani prevede il ritiro delle truppe straniere in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche. La data immaginata da Trump per il raggiungimento dell’accordo è il primo settembre, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan e in un momento delicato per gli Stati Uniti che si accingono ad entrare in campagna elettorale.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Attualmente, oltre 20.000 soldati americani e NATO si trovano in Afghanistan come personale della missione finalizzata ad addestrare, fornire assistenza e consulenza alle forze afghane, le quali rimangono fortemente dipendenti dal supporto aereo degli Stati Uniti. Tra gli obiettivi della missione degli Stati Uniti e della NATO in Afghanistan, anche la conduzione di operazioni antiterrorismo.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.