Italia: Gregoretti ancora in mare, 26 migranti scendono a terra

Pubblicato il 30 luglio 2019 alle 18:46 in Immigrazione Italia

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Mentre la nave Gregoretti, della Guardia Costiera italiana, si trova ancora in mare, ai migranti in condizioni di salute precarie e a quelli sotto i 18 anni è stato concesso di scendere a terra. È quanto ha riferito l’agenzia di stampa Ansamed, martedì 30 luglio, specificando che 26 individui hanno, per il momento, abbandonato l’imbarcazione. Altri 115, invece, rimangono ancora a bordo.

A Lampedusa e Catania, le prime fermate effettuate dalla Gregoretti, a 10 persone è stato permesso di scendere a causa di emergenze mediche. La situazione a bordo non sembrerebbe affatto buona e la mancanza di attrezzatura specifica su una nave di tipo militare, non equipaggiata per affrontare questo tipo di situazioni, accresce le difficoltà sia del personale sia dei migranti a bordo. Sono stati riportati casi di scabbia e condizioni igieniche precarie. Lunedì 29 luglio, i volontari della Croce Rossa hanno portato a bordo della nave kit sanitari, vestiti e scarpe, mentre l’assistente procuratore di Siracusa, Fabio Scavone, sta monitorando la situazione in termini legali. Sempre lunedì, il Ministero dell’Interno italiano ha concesso ai minori non accompagnati di sbarcare e di essere portati nei centri di accoglienza. “16 individui che si sono dichiarati minorenni, di età tra i 15 e i 17 anni, hanno lasciato la nave”, ha detto il Ministero con una nota.

Venerdì 26 luglio, il governo italiano aveva inviato una richiesta alla Commissione Europea per coordinare l’allocazione dei migranti a bordo della nave Gregoretti. Oggi, un portavoce dell’UE ha riferito che: “La Commissione ha iniziato a prendere contatti con gli Stati membri dell’Unione per supportare e assistere quelli che intendono partecipare agli sforzi di solidarietà nei confronti dei migranti a bordo della nave italiana”. “Questi contatti sono ancora in corso”, ha aggiunto il portavoce.

Bruxelles ha dunque sottolineato che il suo ruolo è quello di “raccogliere” la volontà dei singoli Stati membri. Finora solo la Germania ha espresso pubblicamente l’intenzione di contribuire ad accogliere alcuni dei migranti, come annunciato dal portavoce del governo di Berlino. Nel frattempo, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini ha affermato che se l’UE non si fa avanti, i 115 migranti non lasceranno la Gregoretti.

Intanto, la procura di Siracusa ha aperto un fascicolo sulla vicenda della nave della Guardia Costiera, ferma nel porto di Augusta dalla notte di sabato 27 luglio, con a bordo 115 migranti. Il comandante della nave, secondo quanto si apprende da Ansamed, è in procura per essere sentito dagli inquirenti.

La Gregoretti ha recuperato i migranti in due operazioni diverse, effettuate la scorsa settimana. Una è stata eseguita prelevando da un peschereccio siciliano, a Sciacca, una cinquantina di persone salvate da naufragio sicuro. L’altra, invece, è avvenuta su segnalazione di un peschereccio tunisino e circa 90 persone, ammassate su un gommone, sono state tratte in salvo.

Il 16 agosto 2018, una situazione simile si era verificata con la nave Diciotti, sempre di proprietà della Guardia costiera italiana. Anche in quel caso, il ministro Salvini aveva impedito alla nave, con circa 170 migranti a bordo, di attraccare al porto, lasciandola in mare per 5 giorni. Alla fine, l’Albania, l’Irlanda e la Chiesa cattolica italiana avevano accettato di assumersene la responsabilità.

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Chiara Gentili

di Redazione

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