Brasile, scontro fra bande in carcere: 57 morti

Pubblicato il 30 luglio 2019 alle 9:37 in America Latina Brasile

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Almeno 57 persone sono morte lunedì 29 luglio durante una rivolta in un carcere nella città di Altamira, nello stato di Pará, nord del Brasile. Il sovrintendente del sistema carcerario statale ha riferito che l’origine delle rivolte è stata una lotta tra bande che è iniziata alle sette del mattino (ora locale) quando i prigionieri di un’organizzazione criminale, imprigionati in un’ala della prigione, sono entrati in un’altra ala in cui sono alloggiati i detenuti di un altro gruppo rivale. La stessa fonte ha assicurato che quando sono iniziati gli incidenti, le strutture sono state chiuse e i prigionieri che hanno iniziato l’attacco hanno dato fuoco ai materassi, in modo che una parte delle vittime morisse per soffocamento.

Sedici prigionieri sono stati decapitati, gli altri morirono soffocati dal fumo. La sommossa è durata cinque ore. I detenuti hanno preso a calci le teste mozzate, di cui hanno registrato le immagini e le hanno diffuse su WhatsApp. Le autorità hanno precisato che due ufficiali della prigione sono stati tenuti in ostaggio, ma sono già stati rilasciati a seguito dei negoziati con le autorità carcerarie.

Con 57 vittime quello di Altamira diventa il peggior massacro in carcere dell’anno in Brasile, dove le prigioni sono spesso teatro di rivolte e morti. Solo due mesi fa, altri 55 detenuti sono morti in un complesso carcerario a Manaus, la capitale dello stato di Amazonas, dove due anni fa un’altra rivolta in una prigione si era conclusa con la morte di 56 persone.

La maggior parte delle carceri brasiliane sono gestite dagli stati. Sono sovrappopolate e le condizioni di vita sono spesso difficili. Di solito membri di diverse fazioni criminali, come il Comando Vermelho di Rio de Janeiro, il PCC (Primo Comando Capitale) di San Paolo, la Familia do Norte, etc., sono separati in diverse gallerie per evitare scontri.

Negli ultimi anni, il nord del Brasile è diventato uno dei principali scenari di confronto tra bande rivali. Come risultato di questi scontri sul dominio delle rotte del traffico di droga e sul reclutamento di nuovi membri nelle carceri, sorgono spesso violenze in carcere, che a volte comportano il coinvolgimento di gruppi più piccoli con l’implementazione locale come il Comando di Classe A.

L’aumento della violenza carceraria contrasta con la riduzione degli omicidi all’esterno, nelle strade. I negoziati e i possibili accordi tra bande criminali nella maggior parte degli Stati oltre a un’azione più efficiente da parte dello stato federale, che è intervenuto in diverse località, hanno portato a un calo delle cifre degli omicidi.. I dati di Violence Monitor indicano che gli omicidi nel 2018, erano scesi a 57.117, oltre il 10% in meno rispetto ai quasi 64.000 dell’anno precedente.

La prigione in cui si è verificata la rivolta era sovrappopolata, ben al di sopra delle sue capacità. Sebbene fosse preparata per 208 prigionieri, ospitava 2016 detenuti.

Il segretario del sistema penitenziario di Pará, Jarbas Vasconcelos Carmo, ha spiegato dopo l’incidente che l’unità ospita due fazioni, il  Commando Vermelho, di Rio, e il Commando Classe A, un gruppo locale, alleato secondo al PCC di SAn PAolo. Secondo il funzionario i membri del Commando Classe A hanno pianificato l’attacco e la maggior parte delle vittime sono membri dal Commando Vermelho.

 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

 

di Redazione

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