Yemen: Houthi saccheggiano nuovamente gli aiuti umanitari

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 15:44 in Medio Oriente Yemen

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Il gruppo di ribelli sciiti Houthi continua a saccheggiare gli aiuti umanitari provenienti dal Programma Alimentare Mondiale (World Food Programme ,WFP), bruciandone grandi quantità ed impedendone l’arrivo ai destinatari yemeniti.

In particolare, secondo fonti locali, alcuni Houthi hanno sequestrato un camion che trasportava risorse alimentari provenienti da un’organizzazione umanitaria, mentre questo si dirigeva verso il distretto di Jahana, nel governatorato di Sana’a. Secondo i ribelli sciiti, si trattava di alimenti scaduti.

Inoltre, secondo quanto dichiarato da fonti attive nell’ambito degli aiuti umanitari, nel governatorato di Rima, alcuni membri delle milizie Houthi hanno fatto irruzione in un magazzino del WFP, dove hanno sequestrato e bruciato parte del cibo depositato, con il pretesto che si trattava di cibo deteriorato.

Di fronte a tale scenario, l’Alta Commissione per il soccorso in Yemen ha rinnovato il proprio appello al Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, Marc Lococp, e al coordinatore umanitario nello Yemen, Lise Grande, chiedendo loro di intervenire urgentemente ed indagare su tali incidenti. È stato altresì chiesto di adottare le misure necessarie, affinchè si garantisca che gli aiuti umanitari siano erogati a coloro che ne hanno diritto, impedendo che vengano saccheggiati.

Gli attivisti nel campo del soccorso umanitario hanno accusato le milizie Houthi di ostacolare le attività delle organizzazioni umanitarie e di sequestrare gli aiuti e le risorse giunte in Yemen per distribuirle tra i propri membri e favorire le proprie attività belliche. Anche il WFP ha accusato esplicitamente le milizie di rubare cibo dalla bocca degli affamati. Da parte loro, gli Houthi hanno dichiarato che ostacoleranno qualsiasi intervento da parte di organizzazioni internazionali che non abbiano ricevuto precedentemente il loro permesso.

Tuttavia, non è la prima volta che avvengono casi simili. Nel dicembre 2018, il World Food Programme ha scoperto che il cibo donato nelle zone sotto controllo degli Houthi veniva sistematicamente deviato attraverso un partner locale collegato al gruppo ribelle. Da parte loro, gli Houthi sostenevano che il WFP insistesse sul controllo dei dati in violazione della legge yemenita. Il 19 giugno scorso, il presidente del parlamento arabo, il dottor Meshaal bin Fahm al-Salami, ha affermato che gli Houthi avevano spesso ostacolato l’arrivo degli aiuti umanitari forniti dalle Nazioni Unite. Successivamente, il 21 giugno, il WFP ha dichiarato di aver avviato una parziale sospensione degli aiuti in Yemen poiché sarebbe fallito l’accordo con i ribelli per impedire il dirottamento di cibo destinato alle persone in condizioni di vulnerabilità.

Il Programma Alimentare Mondiale fornisce assistenza alimentare a più di 10 milioni di persone al mese nella nazione della Penisola Araba, testimone di una situazione di guerra da 4 anni. La decisione di sospendere parzialmente gli aiuti, del 21 giugno scorso, avrebbe colpito 850.000 persone solo nella capitale Sana’a, mettendo in difficoltà le loro condizioni di vita. 

Lo scenario circostante è legato alla guerra civile in Yemen, scoppiata il 19 marzo 2015, quando gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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