Regno Unito-Iran: nave da guerra inglese arriva nel Golfo

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 13:44 in Iran UK

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La nave da guerra inglese HMS Duncan, la più moderna della Marina militare britannica, è entrata, lunedì 29 luglio, nelle acque del Golfo Persico per “garantire la sicurezza della navigazione”. Il cacciatorpediniere è stato inviato per scortare, attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, le imbarcazioni battenti bandiera del Regno Unito.

La mossa risponde al sequestro della petroliera britannica Stena Impero e di tutto il suo equipaggio, avvenuto venerdì 19 luglio per mano dell’Iran, e ad altri episodi di tensione navale tra Stati Uniti, Iran e Gran Bretagna, verificatisi di recente nella regione. Londra considera il sequestro della Stena Impero un “atto di pirateria” e già da giorni aveva annunciato che avrebbe intrapreso serie misure al riguardo. Il cacciatorpediniere Duncan si unisce alla fregata HMS Montrose, che dovrebbe essere sottoposta a controlli di manutenzione in Bahrein verso fine agosto. La Montrose ha già da sola scortato circa 35 navi mercantili durante 20 tratte separate, secondo quanto riferito dalla Marina Reale. Le navi battenti bandiera inglese dovranno quindi avvisare le autorità ogniqualvolta intendano attraversare lo Stretto di Hormuz.

Il Regno Unito ha altresì reso noto che intende schierare una forza navale di protezione marittima, a guida europea, nello Stretto di Hormuz, per garantire il passaggio sicuro delle imbarcazioni nel Golfo. Ciononostante, il governo di Londra continua a ribadire che non cerca alcuno scontro con l’Iran e che il suo intento è quello di “proteggere la navigazione e garantire la sicurezza navale”. Anche la Germania, la Francia, la Danimarca, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna e l’Italia  hanno espresso il loro supporto alla missione navale, promossa dalla Gran Bretagna, volta ad assicurare la libertà di navigazione nel Golfo e a proteggere le rotte delle navi predisposte al trasporto petrolifero.

“Sono lieto che l’HMS Duncan continuerà l’ottimo lavoro della Montrose nell’aiutare a proteggere questo canale essenziale”, ha dichiarato il neo-segretario inglese alla Difesa, Ben Wallace. “Mentre continuiamo a spingere per una soluzione diplomatica che renda possibile risolvere la questione senza accompagnamento militare, la Marina Reale continuerà a fornire protezione alle navi del Regno Unito fino a quando non si otterrà la sicurezza nella regione”, ha aggiunto Wallace.

Qualche giorno fa, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, aveva affermato che la presenza di forze straniere nel Golfo avrebbe rappresentato una grave fonte di tensione. Inoltre, in merito al sequestro della Stena Impero, le autorità di Teheran avevano chiarito di aver avuto buone ragioni per fermare la nave in quanto, secondo loro, non avrebbe rispettato le regole marittime internazionali. 

Il Dipartimento della Difesa americano ha dichiarato che la nuova iniziativa a guida europea, volta a difendere le navi che transitano nel Golfo, sarà complementare agli sforzi dell’amministrazione Trump, intenzionata anch’essa a riunire gli alleati e a collaborare con loro per proteggere le spedizioni marittime nella regione. Tali affermazioni si inseriscono nel quadro della proposta, avanzata dagli Stati Uniti, che mira a reclutare 60 nazioni nell’ambito della cosiddetta “Operazione sentinella”. Si tratterebbe di un’iniziativa del Comando centrale americano, sostenuta con forza dal nuovo segretario alla Difesa Mark Esper, per promuovere la sicurezza marittima e garantire un passaggio sicuro alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e lo Stretto di Bab el-Manded. L’obiettivo statunitense è quello di ridurre le tensioni nelle acque internazionali, garantendo il rispetto della libertà di navigazione, e dissuadere l’Iran da azioni provocatorie.

La disputa tra Iran e Regno Unito sarebbe iniziata il 4 luglio scorso, quando la petroliera iraniana Grace 1 era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. In tale quadro, l’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

Il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

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Chiara Gentili

di Redazione

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