Puerto Rico: i 12 giorni che hanno portato alla caduta di Ricardo Rosselló

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 6:10 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Le dimissioni di Ricardo Rosselló come Governatore di Puerto Rico, presentate il 25 luglio scorso, seguono dodici giorni consecutivi di proteste contro di lui cui hanno preso parte tutti i settori della società e della politica dell’isola caraibica, Stato Libero Associato agli USA.

Quello dell’isola è un vero e proprio terremoto politico: per la prima volta nella storia un governatore non termina il mandato, per la pressione popolare che rivendica un governo dignitoso per Puerto Rico. La mobilitazione popolare, che ha coinvolto direttamente un portoricano su sei, obbliga anche Washington a trovare risposte adeguate alla crisi economica e sociale diventata crisi politica in questa seconda metà di luglio.

Le proteste contro Rosselló sono iniziate dopo la pubblicazione delle 889 pagine della controversa chat di Telegram tra il governatore e 11 amici intimi. Su quella piattaforma di messaggistica, il gruppo ha inviato commenti omofobi, misogini e offensivi nei confronti della popolazione, di alcuni avversari politici e anche di membri del partito, ha discusso questioni di politica pubblica e di partito e persino la gestione delle strategie comunicative del governatore. 

L’indignazione pubblica che ha portato la divulgazione della chat è stata accentuata da alcuni recenti arresti per corruzione pubblica da parte del Federal Bureau of Investigation (FBI). Due degli arrestati erano l’ex segretario all’istruzione Julia Keleher e l’ex direttore dell’amministrazione delle assicurazioni sanitarie Ángela Ávila. Secondo gli inquirenti 15 milioni di dollari in fondi statali e federali per la sanità e l’istruzione sarebbero stati deviati a società e privati.

Le manifestazioni, tra cui la Marcia popolare di lunedì 22 luglio, a cui si stima che abbiano partecipato oltre 500.000 persone, un sesto dell’intera popolazione dell’isola, hanno indebolito l’amministrazione Rosselló e ne hanno minato la leadership. Il governatore ha ricevuto pressioni da più parti affinché si dimettesse e i membri del Partido Nuevo Progresista (PNP) lo hanno lasciato sempre più solo. 

Domenica 21 luglio, in un altro video registrato e pubblicato sui social network, Rosselló aveva riferito che si sarebbe dimesso dalla presidenza del PNP e non avrebbe aspirato alla rielezione nel 2020, ma non è stato sufficiente, e dopo altri tre giorni di tensioni, in piazza e interne al governo, Rosselló si è dimesso. Il 2 agosto Wanda Vázquez gli succederà come governatrice dell’isola.

Rosselló ha annunciato le sue dimissioni poche ore dopo aver appreso che il rapporto commissionato dal presidente della Camera dei rappresentanti, Carlos “Johnny” Méndez, per determinare se esistono basi legali per un processo di impeachment contro di lui, ha concluso che esistono cinque reati legati alla Chat di Telegram.

La conclusione dei tre giuristi convocati da Méndez è unanime: esistono le basi legali per l’impeachment.

Dei reati segnalati dai giuristi, quattro sono di natura grave e uno, meno grave, implica depravazione, secondo quanto ha riferito Luis E. Rodríguez-Rivera, uno dei membri del comitato speciale incaricato dell’analisi, al quotidiano El Nuevo Día, il principale di Puerto Rico. Ha aggiunto che tre dei reato derivano da violazioni al codice penale e due alla legge sull’etica del governo.

Come nei giorni precedenti, anche il giorno successivo alle dimissioni i manifestanti sono arrivati di prima mattina nel centro storico di San Juan. Sulle recinzioni arancioni che delineano il perimetro custodito dagli agenti di polizia di fronte alla Fortaleza, l’antica fortezza spagnola sede del governo locale, i cittadini hanno posto decine di fiori di diversi colori in onore dei morti a causa dell’uragano María, derisi nella controversa chat di Telegram. Nel pomeriggio del 25 luglio migliaia di persone sono scese in piazza a festeggiare al grido di “Ricky, ti abbiamo licenziato”

Il governatore non è apparso in pubblico dal 16 luglio scorso quando tenne una conferenza stampa, tre giorni dopo l’esplosione dello scandalo. È stato visto allenarsi nel complesso del Dorado Beach Resort dove il padre ed ex governatore (1993-2001), Pedro Rosselló, ha una casa. Le fonti suggeriscono che il governatore uscente ha trascorso la notte lì tutti questi giorni, lontano dalle proteste di fronte alla Fortaleza, che non sono cessate da sabato 13 luglio.

Le polemiche, tuttavia, erano iniziate prima, il 25 giugno, quando il segretario delle Finanze, Raúl Maldonado, aveva denunciato l’esistenza di una “mafia istituzionale”. Rosselló lo aveva immediatamente deposto da tutte le cariche. Il 9 luglio si filtrano notizie sull’esistenza della chat, con commenti volgari, misogeni e omofobi, nei confronti di personaggi noti dell’isola quali il cantante Ricky Martin, la politica newyorchese di origini portoricane Melissa Mark-Viverito, il sindaco di San Juan Carmen Yulín Cruz. Si discutevano anche con strategie per deviare l’opinione pubblica. Il 10 luglio l’FBI procede all’arresto di Julia Keheler e Ángela Ávila. L’11 e il 12 luglio si filtrano alcuni messaggi della chat, tra cui uno in cui Rosselló invita a “menare” il capo della polizia”. Il giorno successivo tutta la chat è stata resa pubblica. Da quel momento sono iniziate le proteste, cessate solo con le dimissioni di Rosselló a mezzanotte del 25 luglio.

Washington, frattanto, aveva avviato indagini federali sulla situazione nell’isola caraibica. Oltre all’FBI sono intervenuti la Sicurezza Nazionale (NSA), l’agenzia antidroga DEA e il dipartimento della giustizia. Donald Trump aveva definito Rosselló “un terribile governatore”. 

Rosselló aveva giurato il 2 gennaio 2017 come undicesimo governatore di Puerto Rico. Aveva allora 37 anni, diventando il secondo governatore più giovane ad entrare in carica. Il defunto Rafael Hernández Colón aveva 35 anni quando giurò, per la prima volta, nel 1972. Wanda Vázquez, che succederà a Rosselló il 2 agosto prossimo, sarà la seconda donna a occupare il governo dell’isola dopo Sila María Calderón Serra, governatrice dal 2001 al 2005.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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