ONU: “Processo simil-Norimberga per l’ISIS”

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 20:53 in Iraq Medio Oriente

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Il capo della commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini commessi dall’ISIS (UNITAD), Karim Khan, ha chiesto di avviare un processo come quello tenuto contro i vertici del nazismo a Norimberga per smascherare l’ideologia dello Stato Islamico e ascoltare le richieste delle sue vittime.

La dichiarazione, rilasciata all’agenzia di stampa francese, Agence France Presse, e ripresa da France 24, lunedì 29 luglio, deriva dal lavoro svolto nell’ultimo anno da Khan , il quale ha viaggiato con un team di 80 esperti in Iraq per raccogliere prove e testimonianze in merito ai crimini commessi dallo Stato Islamico.

Nel corso della sua attività, l’UNITAD ha prelevato oltre 12.000 corpi di vittime da più di 200 fosse comuni e tali resti saranno analizzati insieme agli oltre 600.000 video reperiti e alle 15.000 pagine dei documenti che sono stati ritrovati dal team di esperti e che appartenevano all’apparato burocratico dell’ISIS.

Sono diversi i fattori che hanno spinto Khan a paragonare le azioni dell’ISIS a quanto svolto dai nazisti. In primo luogo, 5 anni fa i jihadisti hanno imposto il loro potere su oltre 7 milioni di persone in Iraq e in Siria, istituendo amministrazioni, scuole, impiegando l’uso di bambini-soldato e adottando una interpretazione rigida dell’Islam e punizioni medievali. Un secondo elemento, a detta di Khan, è costituito dal fatto che hanno ucciso, torturato o posto in schiavitù i gruppi di minoranza, considerati dai militanti “eretici” o “satanisti”. Per tali fattori, “lo Stato Islamico non può essere considerato espressione di una guerriglia, né un gruppo ribelle” e tale aspetto “è inusuale per il diritto internazionale”, ha spiegato Khan.

Il capo dell’UNITAD ha inoltre ammesso che nessuno “avrebbe potuto immaginare che nel 21esimo secolo avremmo visto crocifissioni o corpi vivi ardere all’interno di una gabbia, né tantomeno uomini ridotti in schiavitù e donne usate come schiave a fini sessuali, oppure persone buttate dai palazzi e decapitazioni”. Questi crimini, ha spiegato Khan, “non sono nuovi”, ma paragonabili a quanto perpetuato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

In tale contesto, ha dichiarato il consigliere delle Nazioni Unite, “l’Iraq e l’umanità intera meritano il loro momento Norimberga”, dato che l’unico modo per voltare pagina è fare ricorso all’esposizione pubblica delle prove e delle testimonianze raccolte. Ad oggi, ha spiegato Khan, ogni giorno i cittadini iracheni sono sentenziati, spesso a morte, ma le vittime non partecipano alle udienze e l’unico capo d’accusa rivolto ai criminali è la loro appartenenza all’ISIS. E come Norimberga ha “eliminato il veleno del nazismo dal popolo tedesco”, così un simile processo per lo Stato Islamico “può sradicare tali credenze dalla comunità sunnita”, perpetuando “un fine educativo, non solo nella regione interessata, ma anche in altre parti del mondo dove alcune comunità possono essere vulnerabili alle menzogne e alla propaganda dell’ISIS”.

L’UNITAD è una commissione d’inchiesta speciale istituita nel 2017 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (S/RES/2379), con il mandato di supportare le corti nazionali nel contrasto all’ISIS e di investigare sulla possibilità che le azioni dell’ISIS rientrino nelle categorie dei crimini di guerra, dei crimini contro l’umanità e del genocidio. Le azioni dell’UNITAD prevedono la raccolta, la preservazione e la conservazione dei casi ricondotti all’attività dell’ISIS in Iraq. A capo dell’UNITAD, con sede a Baghdad, vi è un Consigliere Speciale delle Nazioni Unite, Karim Khan, un avvocato inglese.

Stando a quanto dichiarato da Khan, “l’Iraq è il beneficiario primario delle nostre azioni investigative”, ma il materiale dell’UNITAD è a disposizione anche di altri Stati. Parallelamente “l’UNITAD avvierà anche procedimenti propri, per permettere a Stati con giurisdizione internazionale di intervenire per crimini commessi anche al di fuori dei propri confini e indipendentemente dalla nazionalità dei responsabili o delle vittime”. Tuttavia, in merito alla possibilità della creazione di un tribunale internazionale, Khan ha dichiarato che tale questione “non è importante, è solo importante che le vittime vedano ascoltate le proprie voci”.

Con il processo di Norimberga, avviato il 20 novembre 1945 e concluso i primo ottobre 1946, il tribunale militare internazionale ha giudicato 24 dei più importanti capi nazisti catturati e altri criminali di guerra inferiori. Al termine del processo, nel quale fu concesso agli imputati di difendersi per ciascuno dei crimini commessi, 11 furono condannati a morte, 4 assolti e i restanti ebbero lunghe pene di reclusione.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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