Libia: l’esercito di Haftar continua a farsi strada

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 10:03 in Africa Libia

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Le forze aeree libiche hanno reso noto, lunedì 29 luglio, che un “campo di transito”, situato nel Sud della capitale, è stato colpito da raid aerei.

Allo stesso tempo, il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il generale Ahmed Al-Mismari, ha affermato che le forze del proprio esercito, guidato dal generale Khalifa Haftar, erano giunte nei pressi dell’area di Castelverde ed in particolare su una strada di collegamento tra la base principale ed i combattenti di Misurata a Tripoli, interrompendo, in tal modo, il rifornimento di armi, munizioni e combattenti. Tuttavia, Al-Mismari ha dichiarato che, dopo alcune ore dall’inizio dell’operazione, le proprie forze hanno ricevuto l’ordine di ritirarsi, per paura di mettere in pericolo la vita dei civili presenti in quell’area.

Il portavoce dell’LNA ha, però, affermato che, il piano di Haftar di entrare a Tripoli procede come previsto. Sabato 27 luglio, le forze aeree dell’esercito di Haftar hanno colpito alcune postazioni del governo di Tripoli, situate a Sirte e Misurata. In particolare, in quest’ultima città, 7 raid hanno preso di mira alcuni siti militari e diversi obiettivi, tra cui la sala di controllo della Turkish Airlines, il sistema di difesa aerea alla base di Misurata e la facoltà di aeronautica della città. A ciò si aggiungono una sala operativa appartenente alle forze turche e depositi di munizioni. Si è trattato della prima volta di un attacco dell’LNA contro le postazioni del governo di Tripoli in tale area.

Uno degli ultimi attacchi risale al 27 luglio, quando 5 dottori sono rimasti uccisi e almeno altri 8 feriti, in un raid aereo effettuato contro un ospedale posto sotto la gestione del governo di Tripoli.

In tale cornice, il 24 luglio, Khalifa Haftar, ha dichiarato che lo scopo delle sue forze è liberare l’intero territorio libico e che presto potrà celebrare la vittoria sulla capitale Tripoli. L’obiettivo del generale libico è liberare la capitale da Est verso Ovest. A tal proposito, Haftar ha affermato che le proprie forze non avranno compassione o misericordia nel frenare le forze dell’esercito di Tripoli, definite un “nemico brutale che sottovaluta i diritti umani” ma, allo stesso tempo, presteranno attenzione ai civili.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA.

Il 22 luglio, l’esercito di Haftar ha dato inizio alla “fase decisiva e finale” della propria campagna di liberazione della capitale libica, dopo la perdita della città di Gharyan del 27 giugno scorso. In tale data, le forze dell’LNA hanno lanciato una serie di attacchi aerei contro l’aeroporto internazionale di Mitiga, l’unico ancora funzionante a Tripoli, preso di mira diverse volte dal mese di aprile scorso.

Negli ultimi giorni, l’LNA ha dichiarato che le proprie forze stanno proseguendo verso tutti gli assi di combattimento della capitale, nonostante i tentativi degli aerei turchi, a sostegno delle forze del governo di Tripoli, di ostacolare tale avanzata. Nello specifico, l’Esercito Nazionale ha riportato che le proprie unità hanno preso il controllo di nuove postazioni nel Sud di Tripoli, in seguito ai violenti scontri, che hanno avuto inizio all’alba del 23 luglio, contro l’esercito di Tripoli, costretto, a sua volta, ritirarsi.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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