Iraq: l’ISIS prova ad attaccare un giacimento petrolifero

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 9:02 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Per la prima volta dal 2017, membri dello Stato Islamico hanno provato ad attaccare un giacimento petrolifero situato nel Nord dell’Iraq. La polizia irachena dell’energia ha annunciato, il 29 luglio, di essere riuscita a frenare l’offensiva.

Si tratta del primo evento di tale tipo sin dalla sconfitta dell’ISIS del 2017. Il governatorato sede del giacimento è Salahdin, situato nel Nord del Paese, a Nord di Baghdad. Secondo un ufficiale militare del comando operativo di Baghdad, alcuni membri dello Stato Islamico hanno attaccato con armi di piccolo e medio calibro i giacimenti di “Ajil” e “Alas”. In particolare, un ordigno è stato fatto esplodere contro la ruota di un’auto della polizia ma senza causare vittime.

Secondo quanto dichiarato, la polizia irachena dell’energia ha affrontato i terroristi e li ha esortati a ritirarsi dai siti petroliferi dove cercavano di entrare. Tuttavia, i membri ISIS, hanno provato a colpire le forze di sicurezza poste al controllo di tali giacimenti petroliferi, con lo scopo di irrompere, successivamente, nell’area.

L’inizio della presenza dell’ISIS risale al 2014, con l’inizio di un’ampia offensiva in Siria e in Iraq. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017.

Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS. In tale data, dopo tre anni di battaglie, il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider al Abadi, aveva comunicato che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. Diversi dati dimostrano che il califfato autoproclamato rimane ancora una minaccia per il Paese.

L’Iraq è il secondo maggior produttore di petrolio nell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), dopo l’Arabia Saudita, e produce circa 4,5 milioni di barili al giorno. In tale quadro, nel mese di aprile 2018, Baghdad ha annunciato di voler aumentare la capacità produttiva a 6,5 milioni di barili al giorno entro il 2022, nell’ambito del Piano di sviluppo nazionale quinquennale (2018-2022). L’annuncio giungeva dopo che il Paese aveva registrato il più alto tasso di esportazione all’inizio del 2018, con oltre 108 milioni e 190 mila barili di greggio nel mese di gennaio, con ricavi pari a 6 miliardi e 772 milioni di dollari, al prezzo di 62.596 dollari al barile.

Tuttavia, secondo un report pubblicato nel mese di maggio scorso, l’Iraq ha diminuito la propria quota di produzione di greggio, per adempiere ai vincoli OPEC. Secondo quanto dichiarato, la quota complessiva del governo federale e della regione autonoma del Kurdistan del mese di aprile 2019 ammontava a 4.624 milioni di barili al giorno, rispetto ai 4.644 milioni del mese di marzo.

L’Iraq cerca di recuperare economicamente e di riabilitare i propri giacimenti petroliferi, dopo essere stato stremato dalla guerra contro il terrorismo per oltre tre anni. Tuttavia, i colpi non sono mancati anche nell’ultimo periodo. Il 19 giugno scorso, un missile, di provenienza sconosciuta, ha colpito un compound di aziende petrolifere straniere situato nella città irachena di Bassora. Tra le compagnie del compound vi erano l’italiana Eni, l’americana ExxonMobil e l’olandese Shell.

Inoltre, il 30 maggio scorso, una serie di esplosioni ha colpito il Governatorato iracheno di Kirkuk, situato a Nord del Paese, a circa 250 km dalla capitale Baghdad, provocando almeno 5 morti e 18 feriti. La regione di Kirkuk è uno dei principali e più antichi giacimenti di petrolio del Medio Oriente.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.