Honduras: 30 milioni di dollari di aiuti dal Messico

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 8:33 in America centrale e Caraibi Messico

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Il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, nel corso di un intervento a Veracruz, ha annunciato che il Messico investirà 30 milioni di dollari in Honduras per generare più di 20.000 posti di lavoro che si tradurranno in una riduzione nel numero di migranti che lasciano il paese centroamericano per raggiungere il territorio degli Stati Uniti. Ebrard ha affermato “è un annuncio rivolto non solo all’Honduras, ma anche agli Stati Uniti”. In questo modo, il governo messicano mantiene la promessa di fermare l’ondata migratoria che arriva dall’America centrale e dall’Honduras in particolare, le cosiddette “carovane dei migranti” che hanno generato una forte tensione tra Washington e l’esecutivo di Andrés Manuel López Obrador.

L’annuncio dell’investimento è stato fatto sabato pomeriggio in una conferenza in cui oltre a Ebrard hanno partecipato il presidente del Messico e il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández. L’Honduras, immerso in una profonda crisi politica, deve far fronte a una miseria crescente e all’auge della violenza delle bande e dalla criminalità organizzata, è il paese da cui è partito il maggior numero di richiedenti asilo umanitario in Messico, 20.620 persone, il 70% del totale dei visti umanitari emessi tra gennaio e luglio di quest’anno, secondo le statistiche dell’Istituto Nazionale delle Migrazioni di Città del Messico. Secondo l’organismo, sono ancora da analizzare le richieste di 121.136 stranieri, di cui 56.934 honduregni, che rappresentano il 47% del totale delle richieste presentate alle autorità messicane per l’immigrazione. Da parte sua, la Commissione messicana per l’assistenza ai rifugiati (COMAR) ha riconosciuto lo status di rifugiato a 4.888 honduregni e stando elabora altre 16.371 domande. Le statistiche mostrano quanto sia urgente per il governo messicano combattere l’ondata migratoria che arriva dal territorio honduregno e per migliorare le relazioni con gli Stati Uniti di Donald Trump .

Il Messico ha già stanziato finanziamenti simili per El Salvador. A metà giugno, il presidente salvadoregno Nayib Bukele si è recato a Tapachula, un importante valico di frontiera per i migranti, per firmare un primo accordo con López Obrador, che prevede anche un investimento immediato di 30 milioni di dollari. Un mese dopo, il ministro degli Esteri messicano Ebrard si è recato in visita in territorio salvadoregno per, in una fattoria vicino a San Salvador, la capitale, piantare i primi alberi di un programma di sviluppo agricolo che mira a generare migliaia di posti di lavoro rurali, simile a quello che il Messico implementa nei suoi stati del sud, i meno sviluppato nel paese nordamericano. In Honduras gli aiuti saranno volti a potenziare, sviluppare e meccanizzare le piantagioni di caffè.

I fondi destinati ai paesi centroamericani fanno parte delle iniziative prese dal Messico nel quadro dell’impegno assunto con Washington di frenare la migrazione verso gli Stati Uniti, dopo che Trump aveva minacciato di imporre tariffe sulle importazioni messicane. Tuttavia, Città del Messico chiede che anche Ottawa, e soprattutto, Washington partecipino al piano di sviluppo dell’America Centrale.  “Se il Messico e l’Honduras possono farlo, perché non possono gli Stati Uniti? Perché non possono i paesi più sviluppati? Certo che possono, ne abbiamo bisogno” – ha detto Ebrard al momento annunciare il piano per l’Honduras.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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