Giappone-Corea del Sud: la crisi peggiora, Abe pronto a cancellare incontri

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 19:48 in Corea del Sud Giappone

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È improbabile che il premier giapponese, Shinzo Abe, possa incontrare il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite programmata per il prossimo settembre.

È quanto riportato, lunedì 29 luglio, dal quotidiano Sankei, e ripreso da Reuters, che vede tale elemento quale ultimo segno del crescente peggioramento delle relazioni tra Tokyo e Seul.

In particolare, Abe non avvierà il dialogo con Moon fino a quando Seul non agirà in maniera costruttiva per risolvere le tensioni che derivano dalla disputa sulle compensazioni per il lavoro forzato e dalle misure economiche restrittive. Oltre l’incontro di settembre, Abe è pronto ad annullare la sua partecipazione alla riunione dell’Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico (ASEAN) di ottobre e al summit di novembre della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica (APEC), organismo nato nel 1989 allo scopo di favorire la cooperazione, la crescita economica, il libero scambio e gli investimenti nell’area asiatico-pacifica.

Nello stesso giorno, la compagnia aerea di bandiera sudcoreana, la Korean Air Lines, ha annunciato che sospenderà i voli in partenza dalla città di Busan e diretti all’aeroporto giapponese di Sapporo. Tale decisione, in vigore dal 3 settembre, è scaturita, secondo le dichiarazioni della compagnia, dal calo di domanda dovuto alla crisi diplomatica tra i 2 Paesi.

Le relazioni tra i 2 Paesi asiatici si sono inasprite il 12 luglio, quando i 2 Paesi asiatici avevano avuto modo di confrontarsi sui limiti alle esportazioni che il Giappone aveva imposto nei confronti della Corea del Sud, sorti a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale. Le sanzioni imposte dal Giappone ponevano un freno all’acquisto da parte di Seul di materiali che la Corea del Sud impiega nella produzione di dispositivi tecnologici, il che potrebbe danneggiare i colossi sudcoreani del settore tecnologico, tra cui la Samsung Electronics Co Ltd e la SK Hynix Inc, quest’ultima produttrice di componenti utilizzate da Apple e Huawei. Pochi giorni dopo, martedì 16 luglio, la Corea del Sud ha dichiarato di avere dubbi sul rispetto da parte del Giappone delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro la Corea del Nord, con cui l’ONU aveva limitato le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello del petrolio.

In tale contesto, la Corea del Sud ha chiamato in causa gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, affermando che le sanzioni imposte dal Giappone avrebbero impattato anche sulle aziende dell’industria tecnologica presenti negli Stati Uniti, con ricadute su scala globale. Washington ha deciso di far intervenire il suo diplomatico specializzato nella politica Est-asiatica, David Stilwell, che si è recato a Seul mercoledì 17 luglio e che ha rivelato che Washington “interverrà in tutte le problematiche che vedono coinvolti la Corea del Sud e gli Stati Uniti”.

Da parte sua, al suo ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, il ministro del commercio sudcoreano, Yoo Myung-hee, ha annunciato di aver avvertito gli alleati statunitensi che “l’atteggiamento del Giappone costituisce un precedente molto pericoloso in merito all’utilizzo di misure commerciali quale mezzo per risolvere dispute politiche”. In particolare, la critica mossa dalla Corea del Sud riguarda la sua rimozione dalla lista dei Paesi “con status bianco”, ovvero con restrizioni commerciali minime, attualmente in discussione a Tokyo.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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