Emirati: 50 milioni di dollari a sostegno dei rifugiati palestinesi

Pubblicato il 29 luglio 2019 alle 13:34 in Emirati Arabi Uniti Palestina

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L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) ha annunciato, il 29 luglio, che gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno stanziato 50 milioni di dollari  a tale ente.

Secondo quanto dichiarato dall’agenzia stampa dell’agenzia Onu, con tale contributo, gli UAE dimostrano il proprio impegno nel sostenere i servizi “vitali e salvavita” offerti dall’UNRWA per oltre 5 milioni di rifugiati palestinesi in Siria, Libano, Giordania, Gaza e Cisgiordania. Pertanto, gli Emirati vengono considerati un partner valido ed affidabile che offre sostegno finanziario da diversi anni, grazie al quale è stato possibile, per l’agenzia, portare avanti la propria missione.

Il commissario generale dell’UNRWA, Pierre Krähenbühl, in una nota, ha dichiarato che, considerando le forti pressioni subite dall’agenzia nell’ultimo periodo, il sostegno emiratino manda un chiaro messaggio ai rifugiati palestinesi: non sono soli. Il commissario si è altresì detto profondamente grato per la solidarietà mostrata da Abu Dhabi.

Secondo quanto dichiarato, il sostegno finanziario consentirà all’UNRWA di continuare a svolgere i propri programmi per il 2019, in linea con quanto stabilito. In particolare, si occuperà dei settori dell’assistenza sanitaria di base, dell’istruzione e dei servizi sociali, considerati elementi vitali per la vita e la dignità dei rifugiati palestinesi e “un pilastro del cammino verso la stabilità”.

Già nel 2018, gli Emirati hanno stanziato 50 milioni di dollari, che l’Agenzia ha destinato all’apertura di 708 scuole per l’anno accademico 2018-2019. In tal modo, gli Emirati Arabi Uniti si sono classificati il sesto maggiore donatore dell’anno. Dall’altro lato, nello stesso anno, gli Stati Uniti hanno, invece, interrotto i propri finanziamenti, pari a circa 365 milioni di dollari all’anno. Di conseguenza, altri Stati, tra cui Arabia Saudita, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, hanno compensato, in parte, tale importo, per consentire all’Agenzia di continuare a prestare assistenza ai rifugiati palestinesi.

L’UNRWA garantisce lo status di rifugiato a tutti i discendenti dei palestinesi che hanno lasciato o sono fuggiti da Israele in seguito alla fondazione di quest’ultimo, nel 1948. L’Agenzia è stata istituita l’8 dicembre 1948, in seguito alla guerra arabo-israeliana, da parte della Assemblea generale delle Nazioni Unite e offre servizi di soccorso, sviluppo, istruzione, assistenza sanitaria, servizi sociali e aiuti emergenziali a oltre 5 milioni di rifugiati. L’UNRWA è separata dall’agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR), la quale è l’unica altra organizzazione delle Nazioni Unite volta ad aiutare i rifugiati e che si occupa di tutti gli altri rifugiati nel mondo.

La decisione degli Stati Uniti di ridurre i fondi era giunta in seguito all’intensificarsi dell’opposizione del popolo palestinese al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, annunciato ufficialmente dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump,  il 6 dicembre 2017, e dopo le dichiarazioni del presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, il quale, il 22 dicembre 2017, aveva affermato che non avrebbe più riconosciuto gli Stati Uniti come mediatore di pace tra Israele e il popolo palestinese. 

La questione dei rifugiati palestinesi ha avuto inizio nel periodo dal 1947 al 1949, ovvero prima e dopo la dichiarazione dello Stato di Israele. In questi anni, più di 726.000 palestinesi vennero espulsi o costretti a lasciare le proprie terre, anche a causa di attacchi diretti e aggressioni. In seguito alla guerra civile in Siria, che ha avuto inizio nel 2011, 235.000 palestinesi che si trovavano nel Paese sono stati costretti a sfollare. Ad oggi, il numero di rifugiati varia dai 5 ai 7 milioni, per la maggior parte residenti nella striscia di Gaza, in Libano e in Giordania.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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