Tunisia: dopo la morte di Essebsi, elezioni presidenziali anticipate al 15 settembre

Pubblicato il 28 luglio 2019 alle 6:04 in Africa Tunisia

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La Commissione elettorale tunisina ha annunciato che nuove elezioni presidenziali sono attese per il 15 settembre. La notizia giunge in seguito alla morte improvvisa del presidente in carica, Beji Caid Essebsi, deceduto giovedì 25 luglio all’età di 92 anni. Al suo posto si è insediato temporaneamente, come capo di Stato ad interim, il presidente della Camera, Mohamed Ennaceur, in linea con quanto previsto dalla Costituzione. La Carta costituzionale tunisina prevede altresì che il nuovo leader, nominato in via provvisoria, resti in carica fino a un massimo di 90 giorni. Durante questo periodo di tempo, ad Ennaceur è richiesto di avviare tutte le procedure necessarie all’organizzazione di nuove elezioni.

Inizialmente, le votazioni per la nomina del futuro presidente si sarebbero dovute tenere a inizio novembre. Poco prima, per il 6 ottobre, sono state fissate anche le nuove elezioni parlamentari. Con la decisione di anticipare il voto presidenziale al 15 settembre, la Commissione elettorale tunisina ha dunque scelto di far avvenire la nomina del presidente prima di quella dei membri del Parlamento.

Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. A inizio luglio, l’uomo aveva annunciato che non si sarebbe ripresentato alle prossime elezioni presidenziali, soprattutto per via dei gravi problemi di salute che lo preoccupavano ormai da giugno, quando è stato ricoverato per la prima volta d’urgenza presso l’ospedale militare di Tunisi. Nel corso della sua attività politica, Essebsi è stato promotore di un accordo storico sulla condivisione del potere tra il suo movimento, il Nidaa Tounes, e il partito islamista, Ennahda, che ha garantito la stabilità del Paese. L’accordo, tuttavia, è stato poi abbandonato e il partito di Essebsi è passato alla leadership del figlio del presidente, Mohamed Hafedh Caid Essebsi. Da ciò, le accuse rivolte al Capo di Stato in merito al tentativo del presidente di effettuare un passaggio di consegne dinastico, mossa che richiamava tradizioni tipiche dell’era pre-democratica.

Il nuovo presidente ad interim, Mohamed Ennaceur, ha affermato, durante il suo discorso inaugurale, che si impegnerà a rispettare le disposizioni della Costituzione, a preservare l’indipendenza della Tunisia e l’integrità del suo territorio e a garantire il rispetto delle leggi e delle norme costituzionali.

Ennaceur, 85 anni, presidente del Parlamento dal 4 dicembre 2014, ha detto che sarà il presidente di tutti i tunisini senza esclusione o distinzione e che lavorerà per stabilire la pace sociale, rafforzare il dialogo tra le varie parti e preservare i risultati acquisiti dalla Tunisia.

La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci città per manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

Visto il fallimento dei 9 governi che si sono susseguiti dal 2011 nel risanare i problemi economici del Paese, una crescente attenzione si sta diffondendo tra chi ha prestato denaro al Paese, tra cui compare il Fondo Monetario Internazionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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