Russia: giro di vite contro l’opposizione, oltre 1.000 arresti

Pubblicato il 28 luglio 2019 alle 11:02 in Russia

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La polizia russa ha arrestato oltre mille persone a Mosca, sabato 27 luglio, in una delle maggiori azioni repressive degli ultimi anni contro l’opposizione.

Gli arresti hanno fatto seguito a una protesta in cui i membri dell’opposizione, esortati dal leader Alexei Navalny, attualmente in stato di arresto, chiedevano il permesso di candidarsi a un’elezione locale che si terrà il prossimo 8 settembre. Le autorità avevano loro impedito di parteciparvi poiché il numero di firme raccolte in loro favore era stato reputato insufficiente. La protesta di sabato non era stata approvata dal governo, che al contrario la aveva definita illegale: in base alle leggi russe, luogo e ora delle manifestazioni devono sempre essere accordati a monte dalle autorità locali, prassi che non è avvenuta nella giornata di sabato. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, un alleato del presidente, Vladimir Putin, aveva messo in guardia che le forze di sicurezza avrebbero risposto con fermezza in caso di “serie provocazioni”.

Nonostante gli avvertimenti, ampie sono state le adesioni alla protesta, con cittadini che inneggiavano cori quali “Russia senza Putin” e “Putin dimettiti” nelle zone centrali della capitale.

OVD-Info, un gruppo di monitoraggio indipendente, ha reso noto che, nel corso della giornata, la polizia ha arrestato 1.373. Come è già avvenuto in passato, molti degli individui arrestati sono stati tenuti in stato di fermo solamente per alcune ore. Secondo le stime della polizia, sono stati oltre 3.500 i partecipanti alla protesta, di cui circa 700 erano giurnalisti e blogger. Gli attivisti sostengono che l’afflusso sia stato molto più grande. Nel quadro degli eventi di sabato, le forze della polizia hanno anche fatto irruzione in un ufficio usato dai sostenitori di Navalny per mandare in onda la diretta della manifestazione.

Gli eventi di sabato mostrano che l’esistenza di un cospicuo numero di oppositori al governo di Putin. In passato, i sondaggi di opinione non avevano mostrato dati incoraggianti per il leader dell’opposizione. Tuttavia, nel 2013 Navalny si era aggiudicato quasi un terzo dei voti in una corsa alle urne per eleggere il sindaco di Mosca. Navalny e i suoi alleati politici non detengono al momento alcun seggio in Parlamento, e non appaiono quasi mai sulle reti televisive. Nonostante il tasso di gradimento dell’operato di Putin si attesti ancora ben sopra il 60%, esso è oggi più basso del solito a causa del malcontento provocato da anni di redditi in calo.

Navalny è stato arrestato mercoledì 24 luglio e rimarrà in carcere per 30 giorni. Altri membri dell’opposizione hanno subito perquisizioni domestiche. L’uomo, dalla prigione, ha esortato i suoi alleati a insorgere in una nuova protesta anche per il fine-settimana successivo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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