Esportazioni di gas israeliano in Egitto: inizio ufficiale a novembre

Pubblicato il 28 luglio 2019 alle 6:07 in Egitto Israele

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Israele ha annunciato che inizierà ad esportare gas naturale in Egitto entro novembre. È quanto ha riferito l’agenzia di stampa Reuters, riportando le dichiarazioni del ministro dell’Energia israeliano Yuval Steinitz.

Le consegne segneranno l’inizio ufficiale di un accordo di esportazione, per un valore di 15 miliardi di dollari, tra la compagnia israeliana Delek Drilling e la sua controparte egiziana. Alcuni funzionari israeliani hanno descritto tale accordo come il più significativo tra i due Paesi da quando hanno normalizzato le loro relazioni, nel 1979. Noble Energy e il suo partner israeliano, Delek, insieme alla compagnia egiziana, East Gas, hanno acquistato il 39% di un oleodotto, precedentemente in disuso, che collega la città costiera israeliana di Ashkelon con la penisola del Sinai settentrionale. Il consorzio ha pagato 518 milioni di dollari per l’utilizzo del gasdotto dell’East Mediterranean Gas Company. L’infrastruttura, principalmente sottomarina, sarà utilizzata per trasportare il combustibile dai giacimenti Tamar e Leviatano, i più grandi della regione, verso l’Egitto, a partire dal 2019. Lo scambio è regolato da un accordo da 15 miliardi di dollari, della durata di 10 anni, firmato nel febbraio 2018, secondo quanto ha riferito Delek in una nota.

Steinitz ha reso noto che i test sul gasdotto da Israele all’Egitto sono stati completati e ha chiarito che il gas verrà trasportato dai giacimenti israeliani offshore di Tamar e Leviatano fino alla rete nazionale egiziana. Le esportazioni israeliane in Egitto dovrebbero raggiungere i 7 miliardi di metri cubi all’anno in 10 anni e una parte di queste saranno destinate al mercato interno, l’altra alla riesportazione. L’Egitto intende diventare un centro fondamentale per il commercio e la distribuzione internazionale di gas. La posizione strategica sul Mediterraneo orientale va certamente a suo vantaggio.

Sette ministri dell’Energia, provenienti da Israele, Egitto, Cipro, Grecia, Giordania, Italia e territori palestinesi occupati si sono incontrati al Cairo, a gennaio, per il lancio del Forum del gas nel Mediterraneo orientale. Uno degli impegni di questi Paesi è quello di portare un maggior quantitativo di gas naturale in Europa. La Turchia e il Libano, nonostante entrambi abbiano effettuato trivellazioni esplorative nel Mediterraneo orientale nel corso dello scorso anno, sono rimaste escluse dal forum. Le loro rivendicazioni sulle acque del Mediterraneo orientale sono state aspramente contestate: la Turchia da Cipro e il Libano da Israele.

In precedenza, Israele faceva affidamento sull’Egitto per circa il 40% del suo fabbisogno di gas. Tuttavia, nel 2012 il Cairo ha bruscamente deciso di tagliare le forniture a Tel Aviv causando ingenti perdite per lo Stato di Israele. Per compensare i danni, la scorsa settimana l’Egitto ha annunciato che pagherà un risarcimento di 500 milioni di dollari alla società elettrica nazionale israeliana.

Egitto e Giordania sono gli unici Paesi arabi che hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele.

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Chiara Gentili

di Redazione

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