Missione navale europea e americana coesisteranno nel Golfo

Pubblicato il 27 luglio 2019 alle 6:13 in Europa Medio Oriente USA e Canada

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Il Dipartimento della Difesa americano ha dichiarato che la nuova iniziativa a guida europea, volta a difendere le navi che transitano nel Golfo, sarà complementare agli sforzi dell’amministrazione Trump, intenzionata a riunire gli alleati e a collaborare con loro per proteggere le spedizioni marittime nella regione. Tali affermazioni si inseriscono nel quadro della proposta, avanzata dagli Stati Uniti, che mira a reclutare 60 nazioni nell’ambito della cosiddetta “Operazione sentinella”. Si tratterebbe di un’iniziativa del Comando centrale americano, sostenuta con forza dal nuovo segretario alla Difesa Mark Esper, per promuovere la sicurezza marittima e garantire un passaggio sicuro alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e lo Stretto di Bab el-Manded. L’obiettivo statunitense è quello di ridurre le tensioni nelle acque internazionali, garantendo il rispetto della libertà di navigazione, e dissuadere l’Iran da azioni provocatorie.

La prossima settimana, Esper ha in programma la visita al quartier generale del Comando centrale americano, in Florida, per chiarire cosa intende fare il Pentagono per scortare le navi nella regione.

Dall’altra parte, il Regno Unito ha annunciato lo schieramento di una forza navale europea nello Stretto di Hormuz, per garantire il passaggio sicuro delle imbarcazioni nel Golfo a seguito del sequestro di una petroliera britannica da parte dell’Iran, verificatosi il 19 luglio. In tale data, un corpo speciale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) aveva posto sotto sequestro 2 petroliere battenti bandiera inglese. Tra queste, vi è la Stena Impero, fermata dalle autorità iraniane “per non aver rispettato le regole marittime internazionali”. Per quanto riguarda invece la seconda petroliera, la Mesdar, secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, essa non sarebbe stata confiscata, bensì avrebbe ricevuto il permesso di continuare a far rotta verso il luogo in cui era diretta, dopo la messa in guardia su problematiche di sicurezza e ambientali. Al momento, infatti, risulterebbe bloccata nel porto iraniano solo la Stena Impero.

In tale contesto, la Svezia ha annunciato di aver avviato colloqui con l’Iran e la Gran Bretagna, considerato che la Stena Impero è di proprietà svedese.  Il ministero degli Esteri svedese ha dichiarato in una nota che il proprio Paese è preoccupato per gli sviluppi dello stretto di Hormuz. Pertanto, è importante per la Svezia e per l’Unione Europea salvaguardare la libertà di navigazione. Inoltre, alla luce del grave rischio della situazione nella regione del Golfo, è altresì necessario proseguire sulla strada di misure volte a calmare l’escalation di tensioni.

Anche la Germania, la Francia, la Danimarca, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna e l’Italia  hanno espresso il loro supporto alla missione navale, promossa dalla Gran Bretagna e a guida anglo-francese, volta ad assicurare la libertà di navigazione nel Golfo e a proteggere le rotte delle navi predisposte al trasporto petrolifero.

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Chiara Gentili

di Redazione

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