Malta: recuperato barcone con 76 migranti a bordo

Pubblicato il 27 luglio 2019 alle 6:03 in Europa Immigrazione

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Un gruppo di 76 migranti è stato salvato, venerdì 26 luglio, nell’area di ricerca e salvataggio di Malta, a sud dell’isola.

La notizia, proveniente da media maltesi e riportata dall’agenzia di stampa italiana Ansamed, riferisce che un portavoce delle Forze armate di Malta (AFM) avrebbe confermato l’intercettazione del barcone da parte di una nave militare. I 76 migranti a bordo sono tutti uomini e provengono da Ghana e Sud Sudan.

Sarebbe la seconda volta in un mese che le AFM intercettano barche di migranti in acque maltesi. Il 9 luglio, un gruppo di 44 persone, tra cui un bambino, era stato messo in salvo e portato a Malta. Tuttavia, la più grande operazione di salvataggio avvenuta recentemente si era svolta venerdì 24 maggio, quando oltre 200 migranti, che si trovavano a bordo di due gommoni nel Mediterraneo, erano stati recuperati da nave pattuglia delle forze armate maltesi.

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale (IOM), dal 1 gennaio al 29 maggio 2019 sono arrivati in Europa 21.301 migranti. Di questi, 10.200 sono giunti in Grecia, 7.876 in Spagna, 1.561 in Italia, 980 a Cipro e 684 a Malta. Il numero dei morti ammonta invece a 519. Paragonando i dati alle cifre riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 33,58%, mentre le morti del 21,6%.

Giovedì 25 luglio si è verificata però la più grave tragedia in mare dall’inizio del 2019. Più di 150 migranti sono ancora dispersi al largo delle coste orientali della Libia, dopo che l’imbarcazione sulla quale erano a bordo si è capovolta ed è affondata. La notizia è stata riferita, il 25 luglio, da un portavoce della capitaneria di porto libica, Ayoub Gassim, secondo cui almeno 116 migranti sono dispersi e si teme che siano morti. Altri 145, invece, sono stati salvati dalla Guardia Costiera libica e da alcuni pescatori locali, e successivamente riportati indietro nel Paese. L’accaduto si è verificato al largo delle coste della città di Al-Khums, situata a circa 120 km ad Est della capitale Tripoli. Secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, è appena avvenuta “la peggiore tragedia nel Mediterraneo di quest’anno” ed ha esortato a riprendere immediatamente il soccorso in mare e a porre fine alla detenzione dei migranti in Libia, aumentando i percorsi sicuri per uscire dal Paese, prima che sia troppo tardi per molta “gente disperata”. Anche il portavoce dell’UNHCR per Africa, Mediterraneo e Libia, Charlie Yaxley, ha riferito che, se le cifre stimate sono corrette, si tratta del maggior numero di vittime nel Mediterraneo centrale del 2019. Pertanto, salvare le vite in mare è una “necessità impellente”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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