India: Iran rilasci i restanti membri dell’equipaggio della Stena Impero

Pubblicato il 27 luglio 2019 alle 14:38 in India Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran ha rilasciato 9 membri dell’equipaggio, di nazionalità indiana, della petroliera britannica Stena Impero, ha reso noto il Ministero degli Esteri di Nuova Delhi, esortando Teheran a rilasciare i restanti 3 individui ancora in stato di fermo.

“Nove membri dell’equipaggio sono stati rilasciati e torneranno presto in India”, ha reso noto, sabato 27 luglio, un portavoce del ministero degli Esteri indiano, Raveesh Kumar, aggiungendo: “La nostra missione diplomatica a Teheran ha richiesto alle autorità iraniane interessate il rilascio dei restanti membri dell’equipaggio”. Non è stato spiegato il motivo per cui queste 3 persone siano ancora in stato di fermo nel Paese mediorientale.

Dozzine di cittadini indiani membri di equipaggio di imbarcazioni che passavano nel Golfo sono stati fermati in un clima di crescenti tensioni tra Teheran e i Paesi occidentali. Secondo un comunicato del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, anche la MT Riah era stata bloccata dal guardacoste iraniano il 13 luglio, con a bordo 12 cittadini indiani. In seguito, le autorità indiane e iraniane, nel corso della settimana passata, hanno riconosciuto accesso consolare agli individui, di nazionalità indiana, a bordo della Stena Impero, petroliera britannica che batteva bandiera panamense confiscata nello Stretto di Hormuz il 19 luglio. 

L’India ha intrecciato da molto tempo relazioni stabili, tanto politiche quanto economiche ed energetiche, con l’Iran. Tuttavia, Nuova Delhi ha fatto un sostanziale taglio delle sue importazioni di greggio a seguito delle sanzioni imposte al Paese mediorientale dal presidente americano, Donald Trump. 

La crisi delle petroliere, che coinvolge principalmente Iran, Gran Bretagna e Stati Uniti, si è aggravata negli ultimi tempi. La scintilla era scoppiata proprio venerdì 19 luglio, quando il Regno Unito aveva reso nota la confisca, nel Golfo, di 2 sue petroliere, tra cui la Stena Impero. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione di Teheran aveva annunciato che la richiesta di sequestro era stata avanzata dalle autorità marittime nazionali. Il motivo della confisca sarebbe stato la mancata aderenza alle leggi marittime internazionali, secondo quanto riferito dall’emittente televisiva statale. La Gran Bretagna, da parte sua, ha reso noto che è in corso, con urgenza, la ricerca di ulteriori informazioni sulla vicenda. La Stena Impero si stava dirigendo verso un porto dell’Arabia Saudita, quando sembra che abbia improvvisamente cambiato rotta, subito dopo aver superato lo Stretto di Hormuz, nella bocca del Golfo. Per quanto riguarda invece la seconda petroliera, la Mesdar, secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, essa non sarebbe stata confiscata, bensì avrebbe ricevuto il permesso di continuare a far rotta verso il luogo in cui era diretta, dopo la messa in guardia su problematiche di sicurezza e ambientali. Al momento, infatti, risulterebbe bloccata nel porto iraniano solo la Stena Impero.

Lunedì 22 luglio, la Gran Bretagna ha ordinato il rilascio immediato della sua petroliera e dell’equipaggio, definendo il sequestro, avvenuto nei pressi dello Stretto di Hormuz, un atto illegale. “La nave è stata sequestrata con pretese finte e illegali e gli iraniani dovrebbero rilasciarla immediatamente con tutto il suo equipaggio”, ha riferito una fonte governativa. L’iraniano Allahmorad Afifipour, presidente dell’Organizzazione Marittima e dei Porti dell’Iran nella provincia di Hormozgan, ha dichiarato che. “Tutti i 23 membri dell’equipaggio a bordo sulla nave sono al sicuro e in buone condizioni di salute nel porto di Bandar Abbas”.  

La disputa tra Iran e Regno Unito sarebbe iniziata il 4 luglio scorso, quando la petroliera iraniana Grace 1 era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. In tale quadro, l’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

Il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.