Yemen e Arabia Saudita: tra attacchi falsi e reali

Pubblicato il 26 luglio 2019 alle 20:30 in Arabia Saudita Yemen

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Una fonte della coalizione a guida saudita, il 26 luglio, ha riferito che le milizie dei ribelli sciiti Houthi stanno subendo ogni giorno diverse sconfitte, nonché perdite in termini umani e materiali.

Tuttavia, secondo quanto riferito, i ribelli, attraverso i loro media, continuano a mostrare delle “false vittorie”, riferendo in realtà menzogne, volte a sollevare il morale delle milizie ed incoraggiare i propri combattenti. Tra le ultime notizie, gli Houthi hanno riferito di aver abbattuto un drone proveniente dalla coalizione ma quest’ultima ha affermato che non vi sono basi che sostengano l’accaduto. Gli Houthi avrebbero utilizzato vecchie fotografie per dimostrare quanto dichiarato ma, in realtà, sono consapevoli che la loro fine è vicina.

Nella stessa giornata del 26 luglio, il comando delle forze congiunte della coalizione ha annunciato di aver intercettato e abbattuto un drone lanciato dalle milizie Huthi contro oggetti e soggetti civili nella città di Jizan, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. Il portavoce della coalizione, Turki Al-Maliki, ha commentato la notizia, aggiungendo che tutti i tentativi ostili delle milizie saranno condannati al fallimento. Anche nella serata di giovedì 25 luglio è stato intercettato un drone del gruppo di ribelli, proveniente dalla capitale yemenita Sana’a e diretto verso i territori sauditi.  

Il portavoce Al- Maliki ha ricordato alla comunità internazionale che le azioni ostili commesse dal gruppo terroristico dei ribelli Houthi, ed in particolare il lancio di missili balistici e di droni verso le aree e le strutture civili e contro i quartieri residenziali abitati da civili disarmati, costituiscono crimini di guerra contro l’umanità e devono essere perseguiti ai sensi del diritto internazionale.

In tale quadro, il 24 luglio scorso, il portavoce ufficiale degli Houthi ha dichiarato di aver lanciato raid contro la base aerea di Re Khalid, situata nella città di Khamis Mushait, nella regione di Asir, posta nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. Allo stesso tempo, il 23 luglio, la coalizione a guida saudita aveva dichiarato di aver abbattuto un drone diretto verso aree civili della stessa regione.

Di fronte ad una crescente tensione iniziata da settimane, il 20 luglio, la coalizione ha avviato un’operazione militare volta a colpire postazioni dei ribelli sciiti Houthi nella capitale yemenita. A darne l’annuncio è stata l’emittente televisiva nazionale, la quale ha spiegato che i bersagli comprendono siti di difesa aerea e depositi di missili balistici.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

L’ultimo periodo è stato interessato da diverse offensive da parte Houthi. Nello specifico, i ribelli yemeniti hanno attaccato, il 2 luglio, l’ aeroporto di Abha, situato nel Sud dell’Arabia Saudita, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero circa 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. Gli ultimi dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone. Inoltre, diversi rapporti elaborati da organizzazioni per i diritti umani hanno evidenziato le dimensioni della tragedia in corso in Yemen e in Arabia Saudita, mettendo in luce gli abusi umanitari perpetrati in territorio yemenita, tra cui l’uccisione di centinaia di bambini e donne yemenite, oltre ad altre violazioni.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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