Nigeria: sequestro di 6 volontari, lo Stato Islamico rivendica

Pubblicato il 26 luglio 2019 alle 9:20 in Africa Nigeria

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Lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWA) ha dichiarato, giovedì 26 luglio, di essere il responsabile del rapimento di 6 cittadini, i quali lavoravano come volontari per la ONG Action Against Hunger nel Nord-Est della Nigeria.

Il rapimento, secondo quanto ricostruito dal quotidiano The National, è avvenuto giovedì 18 luglio nei pressi della città di Damasak, nella regione di Borno, al confine con il Niger, dove un gruppo di uomini armati ha sparato contro un veicolo, uccidendo l’autista e prendendo in ostaggio i 6 volontari, tutti di nazionalità nigeriana. L’area della regione di Borno, dove è avvenuto il rapimento, è l’epicentro delle attività dell’organizzazione fondamentalista nigeriana Boko Haram, attiva nel Paese africano dal 2009 e che nel 2015 ha giurato fedeltà all’ISIS. A questa si aggiunge un braccio operativo dello Stato Islamico, lo Stato Islamico nell’Africa Ocidentale (ISWA), che ha rivendicato l’attentato.

La rivendicazione dell’ISWA è arrivata il giorno dopo la diffusione di un video delle vittime in cui “sembravano in buone condizioni di salute” e dichiaravano di “essere stati rapiti da un esercito chiamato Khalifa”, ma di non sapere la loro posizione. Il video, pubblicato dal sito di notizie nigeriano The Cable, mostrava una donna, Grace, seduta sul pavimento con indosso un hijab. Intorno a lei, 5 uomini, alcuni dei quali con i volti coperti. Dietro di loro, un telo con il logo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, la UNHCR. Nel videomessaggio, le vittime hanno chiesto che il governo nigeriano e la ONG Action Against Hunger, per la quale lavoravano i volontari, si adoperassero per garantire il loro rilascio.

Da parte sua, la presidenza della Nigeria ha reso noto che il governo ha iniziato a negoziare con i terroristi per ottenere il rilascio dei volontari.

La Nigeria è una delle nazioni più influenti della regione occidentale dell’Africa e possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del continente, è settima al mondo in materia di produzione di gas naturale.

Tuttavia, il Paese è dilaniato dalla furia dei jihadisti di Boko Haram, gruppo fondamentalista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e causato l’abbandono delle proprie case da parte di circa 2,6 milioni di cittadini. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, oltre al Camerun, anche il Niger e il Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso del 2017, secondo le stime del Country Report on Terrorism del governo americano, Boko Haram e lo Stato islamico dell’Africa Occidentale (ISWA) hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. 

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 Jasmine Ceremigna 

 

di Redazione

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