Corea del Nord: test balistici avvertimento per “guerrafondai” sudcoreani

Pubblicato il 26 luglio 2019 alle 11:29 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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La Corea del Nord ha confessato che i missili lanciati giovedì 25 luglio erano un “avvertimento” per i “guerrafondai” sudcoreani, affinché smettessero di importare armi e di condurre esercitazioni militari con gli altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Secondo quanto dichiarato dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, Pyongyang non può fare altro che “sviluppare armi super potenti per allontanare le minacce dirette e potenziali che provengono dal Sud”, nonostante i test rappresentino un campanello d’allarme per la comunità internazionale.

Gli ultimi missili lanciati dalla Corea del Nord, secondo quanto dichiarato da un rappresentante del Ministero della Difesa sudcoreano, “erano un nuovo modello di missili balistici a corto raggio”, sottolineando l’azione di ricerca e sviluppo portata avanti da Kim Jong Un. I 2 missili, in particolare, avevano caratteristiche che li rendevano “simili ai missili russi SS-26 Iskander e a quelli lanciati nel mese di maggio da Pyongyang”. Tali dispositivi balistici sono “relativamente piccoli e veloci, il che li rende facili da nascondere, lanciare e dirigere”. Tuttavia, secondo quanto reso noto da un portavoce del Comando delle Forze Congiunte sudcoreano, i lanci “non rappresentavo una minaccia diretta per la Corea del Sud o per gli Stati Uniti, quindi non hanno nessun impatto sull’atteggiamento del Paese in materia di difesa”.

Tale visione non è condivisa dal leader nordcoreano, il quale ha criticato il “doppio gioco” della vicina Corea del Sud, che “dice di supportare la pace e simultaneamente importa nuove armi e conduce esercitazioni militari”. Per tale ragione, Kim Jong Un ha lanciato un messaggio a Seul, dicendo di “interrompere atti autolesionisti” e di “non commettere l’errore di ignorare l’avvertimento” lanciato dalla Corea del Nord.

Da parte loro, gli Stati Uniti hanno chiesto a Pyongyang di frenarsi dal commettere ulteriori provazioni, al fine di riprendere il dialogo avviato in precedenza. “Vogliamo che la diplomazia funzioni. Vogliamo che Kim rispetti la promessa fatta a Trump in merito alla denuclearizzazione”, ha dichiarato il segretario di Stato, Mike Pompeo.

Giovedì 25 luglio la Corea del Nord aveva lanciato due missili a corto raggio, come parte di un nuovo test, che è stato percepito da Washington una potenziale minaccia militare, come accaduto nel 2017. Il primo missile era stato lanciato alle 5.34 di mattina, il secondo alle 5.57, ora locale. Entrambi erano partiti dall’area di Wonsan, nella parte orientale del Paese, ed erano diretti verso il Mare dell’Est, ad una distanza di circa 430 chilometri il primo e 690 il secondo.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali. iL 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni.

Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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