Tunisia: il presidente Essebsi muore a 92 anni

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 14:36 in Africa Tunisia

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Il presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, in carica dal 2014, si è spento, giovedì 25 luglio, all’età di 92 anni. Essebsi è stato uno dei principali esponenti della transizione democratica di Tunisi.

È quanto dichiarato dall’ufficio della Presidenza di Stato, che poco prima aveva annunciato il ricovero d’urgenza di Essebsi presso l’ospedale militare di Tunisi.

Secondo quanto stabilito dalla costituzione, a seguito della morte del presidente, prenderà il suo posto in maniera temporanea l’attuale presidente della Camera, Mohamed Ennaceur, il quale potrà restare in carica per 90 giorni. Qualora la durata dell’incarico fosse stata minore, pari ad un periodo non superiore a 60 giorni, il premier, Youssef Chahed, sarebbe stato nominato Capo di Stato.

Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia. Era il presidente in carica più anziano del mondo, ma all’inizio di luglio aveva annunciato che non si sarebbe ripresentato alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 17 novembre. Il capo di Stato tunisino aveva già reso noto di avere gravi problemi di saluti nel mese di giugno, quando è stato ricoverato per la prima volta d’urgenza presso l’ospedale militare di Tunisi.

Nel corso della sua attività politica, Essebsi è stato promotore di un accordo storico sulla condivisione del potere tra il suo movimento, il Nidaa Tounes, e il partito islamista, Ennahda, che ha garantito la stabilità del Paese. L’accordo, tuttavia, è stato poi abbandonato e il partito di Essebsi è passato alla leadership del figlio del presidente, Mohamed Hafedh Caid Essebsi. Da ciò, le accuse rivolte al Capo di Stato in merito al tentativo del presidente di effettuare un passaggio di consegne dinastico, il che riecheggiava l’era pre-democratica.

 La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci città per manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

Visto il fallimento dei 9 governi che si sono susseguiti dal 2011 nel risanare i problemi economici del Paese, una crescente attenzione si sta diffondendo tra chi ha prestato denaro al Paese, tra cui compare il Fondo Monetario Internazionale.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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