Russia: attivista LGBTI uccisa a pugnalate a San Pietroburgo

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 7:50 in Russia

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L’attivista russa Elena Grigorieva, nota a San Pietroburgo per la partecipazione alle mobilitazioni per i diritti LGTBI, è stata trovata assassinata pugnalate. Grigorieva era dedita a cause come i diritti degli omosessuali, i movimenti contro la guerra o in favore della liberazione di prigionieri ucraini, impopolari in ampi settori della società russa. In passato aveva anche affrontato direttamente i settori più radicali del nazionalismo russo.

“I colpevoli devono essere puniti. Ma non dobbiamo dimenticare che Elena era nella lista di un sito omofobo che ha minacciato gli attivisti LGTBI in tutto il paese per molto tempo” – ricorda Georgij Markov, un giornalista di San Pietroburgo, una città dove “i gay vengono molestati: prima erano arresti e ora parliamo addirittura di omicidio”.

Domenica 22 luglio le autorità hanno trovato il corpo di una donna di 41 anni con più ferite da coltello sulla parte posteriore del corpo e in faccia a San Pietroburgo, ma all’inizio non l’hanno identificata. Grigorieva era morta da circa dodici ore prima che la polizia la trovasse dopo essere stata informata da un passante.

Il nome di Grigorieva era in un elenco di attivisti LGBTI pubblicati da un sito web che invitava a prendere misure repressive nei loro confronti. Il sito era stato recentemente bloccato dalle autorità di Mosca per incitazione all’odio. 

L’attivista aveva sostenuto varie ideologie ed era passata dall’essere una nazionalista ad assumere posizioni più liberali.

Secondo il sito pietroburghese  ‘Fontanka’,  c’è già un detenuto: un uomo della regione del Bashkortostan. La polizia crede che Grigorieva sia stata uccisa da diverse persone e che siano state contate fino a otto ferite da pugnale. Il quotidiano “Novaja Gazeta” riporta che era stata recentemente minacciato da ex compagni dei movimenti nazionalisti in cui aveva militato in passato. Il motivo dell’omicidio non è chiaro, ma potrebbe essere perché ha abbracciato la causa LGTBI, che è sotto i riflettori dei settori più tradizionalisti.

Nel 2013 la Russia ha approvato una controversa legge che vieta la propaganda dell’omosessualità ed è stata criticata da numerose organizzazioni per i diritti umani. La scorsa estate una manifestazione non autorizzata a San Pietroburgo a favore dei diritti LGBTI era stata dissolta dalle forze dell’ordine con l’arresto di decine di manifestanti. Molti omosessuali russi lamentano che il governo con queste misure non solo li ha presi di mira, ma li ha, di fatto, resi un facile obiettivo delle violenze dei gruppi radicali ultranazionalisti più violenti. Il governo russo e Vladimir Putin personalmente hanno sempre smentito queste interpretazioni. 

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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