Libia: arrestati 3 militanti di Al-Qaeda

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 12:53 in Africa Libia

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La Camera di Sicurezza congiunta di Misurata, il 24 luglio, ha annunciato di aver arrestato 3 membri di Al-Qaeda.

L’operazione ha avuto luogo nella periferia di Tripoli ed ha portato all’arresto di 3 militanti, un algerino e 2 libici, ricercati a livello internazionale, con l’accusa di coinvolgimento in una serie di operazioni terroristiche avvenute nella capitale libica. Prima di arrendersi, le forze della Camera di Sicurezza si sono scontrate con uno dei ricercati. Oltre alla cattura, è stato altresì possibile sequestrare un buon numero di armi, bombe, munizioni ed altri documenti importanti.

Il terrorista algerino, in quanto ricercato principale, era sotto sorveglianza da tempo. Grazie ad un ordine del Pubblico Ministero è stato possibile prendere d’assalto la sua abitazione e dare il via all’operazione. Secondo quanto dichiarato dalla Camera, i terroristi sono entrati recentemente a Tripoli, approfittando della precaria situazione di sicurezza nella città, a causa dell’offensiva del generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar. È stato altresì specificato che, al termine delle indagini, saranno prese misure legali adeguate contro i 3 detenuti.

Lo scorso 8 luglio, il distretto militare di Sabha, situato nel Sud-Ovest della Libia, a circa 640 km a Sud di Tripoli, aveva dichiarato di aver sollevato lo stato di allerta. La dichiarazione era giunta in seguito all’individuazione di gruppi affiliati all’ISIS che si stavano muovendo nell’area.   

Secondo quanto riportato da un deputato del parlamento di Sabha, Jibril Uhida, la situazione del Sud della Libia è una “catastrofe”. Il deserto è diventato un focolaio di bande criminali affiliate allo Stato Islamico e dei restanti membri di Al-Qaeda, in fuga da Sirte, Bengasi e Darna, nonché alleati con la tribù etnica dei Tubu del Chad, Niger e Libia.  A detta del deputato, questi ricevono il sostegno sia delle milizie di Misurata sia del governo di Tripoli e sono pronti a prendere il controllo delle aree dei giacimenti petroliferi e dei porti, sostenuti altresì da Turchia e Qatar.

Uno degli ultimi attacchi in Libia da parte ISIS si è verificato il 4 maggio scorso, contro una base militare dell’LNA nella città di Sabha, ed ha causato la morte di 9 soldati, alcuni decapitati e altri fucilati. Nello stesso mese, il 19 maggio, una nuova offensiva dello Stato Islamico ha colpito un oleodotto della Zueitina Oil Company, situato vicino la cittadina di Zella, posto a circa 760 km a Sud-Ovest di Tripoli, causando la morte di 2 forze di sicurezza e un soldato.

La presenza in Libia di forze appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi due anni. Già nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia.

A tal proposito, il Global Terrorism Index 2018 ha inserito la Libia al 13esimo posto tra i Paesi che subiscono maggiormente la minaccia terroristica, con un indice pari a 6,98 su 10. Nonostante le capacità militari dello Stato Islamico siano notevolmente diminuite, il gruppo terroristico è ancora in grado di condurre attacchi contro obiettivi occidentali locali e nella regione circostante. Nel video-messaggio diffuso il 29 aprile dall’ISIS, il leader supremo Abu Bakr al-Baghdadi ha fatto riferimento alla Libia, affermando che, nonostante la sconfitta di Sirte, l’ISIS tornerà forte grazie ad una guerra di logoramento.

Inoltre, il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano ha inserito la Libia nella lista tra i Paesi considerati un rifugio sicuro del terrorismo internazionale, motivando tale scelta con la mancanza di controllo di vasti territori che, secondo l’intelligence americana, costituiscono luoghi favorevoli alla proliferazione del terrorismo. 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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