Corea del Nord: nuovo test missilistico, colloqui nucleari in dubbio

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 13:22 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha lanciato due missili a corto raggio, giovedì 25 luglio, come parte di un nuovo test che rischia di mettere in pericolo la ripresa dei rapporti tra Washington e Pyongyang e il dialogo sulla denuclearizzazione del Paese asiatico. Anche il Ministero della Difesa della Corea del Sud, che ha diffuso immediatamente la notizia, ha intimato al suo vicino nordcoreano di astenersi da azioni di questo tipo, affermando che tali test rappresentano una potenziale minaccia militare e contribuiscono ad aumentare le tensioni nell’area.

Il primo missile è stato lanciato alle 5.34 di mattina, il secondo alle 5.57, ora locale. Entrambi sono partiti dall’area di Wonsan, nella parte orientale del Paese, e sono stati spararti in direzione del Mare dell’Est, ad una distanza di circa 430 chilometri. Il Giappone, che si trova dall’altra parte della costa, ha fatto sapere che i missili non hanno raggiunto la sua zona economica esclusiva e non hanno avuto impatto sulla sicurezza nazionale.

Non è stato immediatamente chiaro se i due razzi lanciati da Pyongyang fossero stati sparati usando la tecnologia balistica, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prendono di mira i programmi missilistici e nucleari della Corea del Nord. La maggior parte degli analisti ritiene che il test effettuato giovedì sia una copia di quello già compiuto il 9 maggio, quando un missile a corto raggio era stato lanciato da una base militare a Nord-Ovest di Pyongyang. Anche un ufficiale americano da Washington, parlando in condizione di anonimato, ha detto: “Posso confermare che sono a corto raggio”. Tuttavia, due ufficiali militari sudcoreani hanno dichiarato che in realtà uno dei due missili potrebbe essere un modello di nuova progettazione.

Il presidente americano Trump e il suo omologo nordcoreano Kim Yong-Un si erano incontrati il 30 giugno per un incontro nella zona demilitarizzata delle due Coree finalizzato a riprendere i dialoghi sulla denuclearizzazione. Il colloquio aveva interrotto il quadro di minacce e tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang. Il vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, che sarà il terzo tra i due Paesi, dovrebbe avvenire presumibilmente entro la fine dell’anno. Tali incontri sono finalizzati a indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

In seguito al lancio missilistico di giovedì, l’agenzia di stampa Reuters ha reso noto che un incontro tra il Segretario di Stato americano Mike Pompeo e il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, previsto a Bangkok prossima settimana nell’ambito del forum di sicurezza del Sud-Est asiatico sarebbe stato cancellato. Segnale questo che le negoziazioni tra le due parti in vista di un accordo sulla denuclearizzazione potrebbero seguire un andamento incerto e non portare ai risultati sperati.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione.

Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

La Corea del Nord, il 4 maggio, aveva lanciato numerosi vettori a corto raggio dalla costa orientale in direzione del mar del Giappone, in un clima di rinnovate tensioni dopo lo stallo delle trattative con Washington per la denuclearizzazione. Un secondo test con missili a corto raggio era stato effettuato il 9 maggio. I missili testati hanno seguito una traiettoria a bassa quota e le autorità americane, insieme a quelle di Seul, hanno sospettato che si trattasse di “missili balistici”. Un’esercitazione militare con tali armamenti sarebbe risultata nella violazione di alcune risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare. Il fine ultimo di questo lungo percorso per Seul e Washington è la totale de-nuclearizzazione del regime di Kim Jong-un. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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