Afghanistan: 3 esplosioni a Kabul, colpito un minibus con funzionari governativi

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 9:51 in Afghanistan Asia

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Tre esplosioni quasi simultanee hanno colpito la capitale afgana di Kabul, nella mattinata di giovedì 25 luglio, registrando un totale di almeno 12 morti e 45 feriti. Le prime due bombe, detonate da un attentatore suicida in moto, sono esplose vicino a un pullman con a bordo diversi impiegati governativi. Si trattava principalmente di funzionari del Ministero delle Mine e del Petrolio, 5 dei quali sono rimasti uccisi. Altri 10, invece, sono rimasti feriti.

“Prima è esplosa una bomba magnetica incollata sul minibus, poi un attentatore suicida si è fatto esplodere vicino al luogo dell’attacco e infine una terza esplosione è stata avvertita in una zona nella parte Est di Kabul”, ha riferito il portavoce del Ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi. “Il terzo attacco è avvenuto quando un’auto piena di esplosivo è stata fatta saltare in aria da militanti sconosciuti”, ha aggiunto l’uomo, il quale ha infine specificato: “Il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare in seguito alle 3 esplosioni”. I primi due attentati, incluso quello con il minibus, sono stati rivendicati dallo Stato Islamico attraverso Amaq, l’agenzia di stampa del gruppo. I talebani, invece, hanno rivendicato la responsabilità per l’attentato con autobomba, realizzato nell’area di Despechary, sempre nella capitale.

Gli attacchi si sono verificati nel momento in cui il generale della Marina statunitense, Joseph Dunford, direttore del comitato dei capi di Stato maggiore congiunti, si trovava a Kabul per un incontro tra alcuni alti ufficiali americani e NATO. Gli Stati Uniti stanno tendando di negoziare un accordo che stabilisca la ritirata delle truppe americane in cambio di una garanzia di maggiore sicurezza da parte del gruppo dei talebani. Tra le richieste USA, c’è soprattutto quella di evitare che l’Afghanistan diventi un “rifugio sicuro” del terrorismo una volta che il contingente americano abbia abbandonato il Paese.

Il 20 dicembre 2018, un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. 

L’8 luglio si è concluso un nuovo round di colloqui di pace tra talebani e Stati Uniti, il settimo tra le due parti, con l’obiettivo di discutere il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan e il progressivo arresto degli attacchi terroristici nel Paese. Un ottavo round dovrebbe iniziare questo mese e avrà luogo ancora una volta in Qatar.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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