Spagna: Sánchez bocciato alla prima votazione

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 10:32 in Europa Spagna

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Il premier uscente Pedro Sánchez non è riuscito a essere eletto Presidente del governo in prima votazione dal Congresso di Madrid, ma le opzioni per il leader socialista di essere eletto giovedì 25 luglio rimangono aperte. Era difficile che il premier venisse eletto martedì 23 luglio perché aveva bisogno della maggioranza assoluta di 176 voti ed era scontato che non riuscisse a ottenerli. Tuttavia, non hanno votato a favore di Sánchez nemmeno quei gruppi coinvolti nei negoziati per la formazione del governo. Né Unidas Podemos, né il Partito Nazionalista Basco (PNV) né la sinistra radicale valenciana di Compromís. 

L’astensione di Unidas Podemos, in un ambiente di grande tensione con i socialisti, con le conversazioni bloccate e il duro scambio di battute durante il dibattito tra Sánchez e Pablo Iglesias lascia ancora tutte le possibilità aperte, ma è noto che Sánchez sarà eletto se entro 48 ore i socialisti e Unidas Podemos raggiungono un accordo sulla distribuzione dei ministeri nel nuovo esecutivo. Nonostante il fatto che per tutta la mattinata abbiano minacciato di votare contro, solo pochi minuti prima dell’inizio della votazione in Aula i deputati della formazione di sinistra radicale hanno annunciato che si sarebbero astenuti in un “altro gesto” da parte loro, sottolineano, riferendosi al fatto  che Iglesias ha già rinunciato ad assumere incarichi ministeriali per facilitare l’accordo. “Continueremo ad aspettare il PSOE fino all’ultimo minuto per avere un governo di coalizione ma il tempo sta per scadere e il PSOE deve muoversi” – hanno riferito fonti di Unidas Podemos. La vicepremier Calvo in serata ha aperto a un incarico ministeriale per Irene Montero, numero due della formazione di sinistra radicale e compagna di Iglesias. 

La stessa vicepremier Carmen Calvo sta conducendo i negoziati con Pablo Echenique, rappresentante di Podemos. 

Per Sánchez è essenziale il sostegno di Unidas Podemos, PNV, Compromís e Partito Regionale della Cantabria (PRC). Martedì 23 luglio il leader socialista ha raccolto solo il sostegno dell’unico deputato di quest’ultima formazione. Il voto finale è stato di 124 voti a favore (123 del PSOE più quello del PRC) e l’astensione di Podemos, PNV, Compromís e EH Bildu. Le altre formazioni del Congresso hanno votato contro il candidato socialista: Partito Popolare, i liberali di Ciudadanos, la destra radicale di Vox , i regionalisti di Coalición Canaria e Navarra Suma e le due formazioni indipendentiste catalane, Sinistra Repubblicana di Catalogna e Junts per Catalunya. In totale 52 astensioni e 170 no.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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