Somalia: attentato suicida a Mogadiscio, anche il sindaco tra i feriti

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 18:49 in Africa Somalia

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Un attentato suicida ha colpito, mercoledì 24 luglio, il quartier generale del governo locale di Mogadiscio, in Somalia, ferendo il sindaco, Abdirahman Omar Osman, e diversi altri funzionari. 11 persone poi, inclusi 2 commissari del distretto e 3 direttori, sono rimaste uccise. L’attacco è stato opera dell’affiliato terroristico di Al Qaeda nella regione del Corno d’Africa, Al-Shabaab, il quale ha subito rivendicato l’attentato. Il gruppo è solito compiere operazioni di questo tipo e il suo bersaglio principale è proprio il governo di Mogadiscio, che mira a rovesciare.

“L’esplosione è avvenuta all’interno dell’edificio e subito dopo ho visto i feriti uscire di corsa dalla sede centrale dell’amministrazione di Benadir”, ha affermato un testimone locale, Mohamud Shariif. In Somalia, il sindaco della città è anche governatore della regione di Benadir. Un’altra dichiarazione è stata rilasciata da un parente di uno dei feriti, Mohamed Abdullahi, il quale ha riferito che: “Un attentatore suicida è entrato nella sala riunioni dell’edificio e si è fatto esplodere”. L’uomo ha altresì aggiunto che il sindaco è ufficialmente nella lista di coloro che sono rimasti feriti nell’attentato. Secondo quanto diffuso dal The New Arab, a farsi esplodere è stata una donna terrorista che, secondo quanto dichiarato da un agente della polizia, si è fatta esplodere quando era vicina al sindaco. L’attacco del 24 luglio è stato il quarto ad essere stato realizzato da una donna di Al-Shabaab.

L’attentato è avvenuto poco dopo che l’inviato delle Nazioni Unite in Somalia, James Swan, aveva lasciato l’ufficio del sindaco. Swan aveva incontrato Omar Osmar e altri funzionari governativi per dei colloqui.   

L’ultima offensiva dei militanti di Al Shabaab era avvenuta lunedì 22 luglio, quando l’esplosione di una bomba fuori da un hotel, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Mogadiscio, aveva provocato la morte di 7 persone e il ferimento di altre 27.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per i terroristi in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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