Siria: raid israeliani colpiscono il Sud del Paese

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 9:40 in Israele Siria

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Fonti del governo siriano hanno dichiarato che, all’alba del 24 luglio, raid israeliani hanno colpito il Sud della Siria ed in particolare le alture di Tal al-Hara, nel governatorato di Daraa.

Anche l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha riferito di missili provenienti “probabilmente” da Israele e lanciati contro le aree meridionali del Paese nelle prime ore del 24 luglio, prendendo di mira soprattutto le postazioni militari dell’esercito siriano e quelle dei propri alleati, situate sulle alture del Golan. Tra gli obiettivi colpiti, l’Osservatorio ha menzionato Tal al-Hara, Naba Alsakher e Tel Ahmar, questi ultimi posti nel governatorato di Quneitra, situato, a sua volta, all’interno della fascia di sicurezza Onu che divide Siria e Israele. Il direttore dell’Osservatorio Siriano, Rami Abdul Rahman, ha inoltre dichiarato che le forze di difesa aerea del regime hanno risposto ai raid lanciando missili. Vi sono state perdite sia umane sia materiali, ma non ne sono stati riportati i dettagli.

Fonti dell’intelligence occidentali avevano precedentemente rivelato che alcune fazioni armate appoggiate dall’Iran si erano concentrate in queste stesse aree colpite il 23 luglio. Tal al-Hara è considerata una collina strategica che domina le Alture del Golan, occupate da Israele. Tuttavia, Israele ha colpito tale area lo scorso 12 giugno per la prima volta da quando, un anno fa, l’esercito siriano ne ha ripreso il controllo, strappandola dalle mani dei gruppi di opposizione. Secondo le suddette fonti dell’intelligence, l’area di Tal al-Hara è stata a lungo un punto di concentrazione delle forze russe, ma gruppi armati appoggiati dall’Iran ne hanno preso successivamente il controllo.

Il 22 luglio scorso, il leader del movimento di Resistenza popolare per la liberazione del Golan è stato ucciso, dopo che la propria auto, situata al confine tra il Golan ed il Libano, è stata fatta esplodere. Secondo l’Osservatorio Siriano, non si hanno ancora notizie certe sull’accaduto ma si pensa che tra i responsabili vi sia Israele.

Negli ultimi anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Non da ultimo, il 3 giugno, il regime siriano ha annunciato di essere stato colpito da un attacco missilistico, rivendicato da Israele, che ha interessato l’aeroporto militare della provincia di Homs, nell’Ovest della Siria.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’Iran ed Hezbollah combattono al fianco del presidente e Israele li ha accusati di voler trasformare la Siria in un nuovo fronte volto ai suoi danni.

Le tensioni con Israele hanno avuto inizio con la guerra mediorientale del 1967, quando Damasco ha perso le Alture del Golan ed il territorio è passato sotto il dominio di Israele. L’altopiano è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele nel 1981. Tale mossa non è stata riconosciuta da gran parte della comunità internazionale, tranne che da alcuni alleati come gli USA. Dallo scoppio del conflitto siriano, con l’intervento della Russia e dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano verso un suo ritiro dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.
Tuttavia, il 25 marzo 2019, gli USA hanno riconosciuto ufficialmente la piena sovranità israeliana in tale area, con un decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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