Giordania: condannate 32 persone per legami col terrorismo

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 15:29 in Giordania Medio Oriente

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La Corte di sicurezza della Giordania, il 23 luglio, ha condannato 32 persone alla detenzione, con accuse legate al fenomeno del terrorismo.

Nello specifico, le condanne variano dai 2 ai 15 anni di reclusione e le accuse riguardano l’appartenenza all’ISIS, la creazione di gruppi armati in Giordania ed i tentativi di recarsi in Siria per prendere parte ai combattimenti tra le file delle organizzazioni terroristiche.

Tra le diverse sentenze emesse, 4 detenuti sono stati condannati a 15 anni di reclusione per cospirazione, per aver compiuto atti terroristici e per aver pianificato attacchi contro i servizi di sicurezza, in quanto membri dello Stato Islamico. Un’altra persona è stata condannata a 10 anni di reclusione con l’accusa di aver minacciato di compiere atti terroristici, dopo aver dimostrato la sua appartenenza all’ISIS in Siria e la pianificazione di un attentato contro una chiesa in Giordania.

Un’altra condanna, pari a 8 anni di reclusione, ha riguardato 3 detenuti, con l’accusa di aver pianificato attentati terroristici. Una ragazza, invece, è stata condannata ad un anno di reclusione per aver creato un’organizzazione dal nome “Brigate armate arabe”. Questi ultimi 4 casi sarebbero stati altresì coinvolti in operazioni di modifica ad un aereo che avrebbe dovuto trasportare successivamente esplosivi. Si è, poi, scoperto che altri 2 detenuti cercavano di unirsi al Fronte Nusra in Siria. Questi sono stati condannati a 4 anni di reclusione.

Negli ultimi anni, la Giordania ha intensificato le condanne emesse per chi promuove le idee terroristiche estremiste dello Stato Islamico o cerca di aderirvi. In particolare, dallo scoppio della crisi siriana nel marzo 2011, le autorità hanno altresì rafforzato le proprie azioni e misure al confine con la Siria, arrestando decine di persone che tentavano di entrare in Siria per prendere parte ai combattimenti.

La Giordania è un Paese politicamente stabile ed è collocata in una posizione chiave nella regione del Golfo. Come si evince dallo US Military Strenght Index del 2019, Amman, oltre alle minacce esterne, subisce minacce interne costituite dai foreign fighter di ritorno, precedentemente partiti per unirsi all’ISIS in Siria e in Iraq o legati ad al-Qaeda. Il Paese ha preso anche parte alla coalizione internazionale contro l’ISIS, rappresentando un importante leader regionale. Non da ultimo, Amman ha svolto un ruolo importante nella sconfitta militare dei seguaci di al-Baghdad in Siria e in Iraq ma ciò ha reso il territorio giordano, vicino alle terre dove sono attivi i terroristi, bersaglio dei gruppi estremisti.

L’attentato più grave rivendicato dall’ISIS si è verificato il 18 dicembre 2016 nella città turistica di Karak, dove 14 persone, tra cui civili, sono morte negli scontri tra alcuni uomini armati e le forze della sicurezza. Sebbene a partire dal 2017 sia stata registrata una diminuzione dell’attività terroristica rispetto all’anno precedente, la sicurezza del Paese mediorientale continua ad essere minacciata da diversi gruppi terroristici, attivi sia a livello nazionale sia lungo i suoi confini. Il Global Terrorism Index 2018 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Giordania al 60esimo posto tra i 163 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,404 su 10. I principali gruppi terroristici che operano in Giordania sono gli stessi attivi in Siria, quali ISIS e Jabath al-Nusra. Il 5 marzo 2019, la NATO e l’Onu hanno lanciato una partnership per rafforzare le capacità della Giordania nella gestione della minaccia terroristica, firmando un memorandum di intesa.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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