Europa: “Tempi difficili a venire” per la Brexit

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 14:06 in Europa UK

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I rappresentanti dell’Unione Europea hanno avvertito Boris Johnson, futuro primo ministro britannico, che il suo piano di rinegoziare la Brexit porterà a “tempi difficili a venire”.

Ursula von der Leyen, che prenderà il comando della Commissione Europea da novembre, ha dichiarato, martedì 24 luglio, che tutte le parti hanno il “dovere di concludere qualcosa di positivo per i cittadini europei e del Regno Unito”. Tuttavia, ha anche avvertito che prevede “tempi difficili a venire”, data la determinazione di Johnson a rinegoziare l’accordo di uscita dall’Unione, che era stato concordato con il leader uscente del Regno Unito, Theresa May. La scadenza per la possibile Brexit con accordo è il 31 ottobre, se il parlamento inglese non accettasse l’intesa entro tale data, la Gran Bretagna uscirà in ogni caso dall’Europa.

I commenti della Von der Leyen sono arrivati poche ore dopo la conferma di Johnson come nuovo leader del partito conservatore. La sua vittoria schiacciante sul rivale, Jeremy Hunt, porta la Gran Bretagna verso una definitiva separazione dal blocco europeo e verso una probabile crisi interna, dal momento che i parlamentari inglesi hanno rigettato numerose volte l’ipotesi di una Brexit senza un accordo.

Johnson, che è stato uno dei volti del referendum del 2016 schierato sul fronte del “Leave”, ha ottenuto i voti del 66% dei membri del Partito tory, circa il doppio di quelli del suo contendente Hunt, ex Segretario degli Esteri. L’ex premier, Theresa May, ha tenuto il suo ultimo discorso da premier il 24 luglio, dopo essersi recata a Buckingham Palace dalla regina Elisabetta, la quale designerà formalmente Johnson nuovo primo ministro inglese.

“Faremo la Brexit entro il 31 ottobre e trarremo vantaggio da tutte le opportunità che ci offrirà, portando un nuovo spirito, quello del “fare”,” ha detto Johnson dopo l’annuncio dei risultati. “Come un gigante addormentato, ci alzeremo e spegneremo le corde del dubbio e della negatività”, ha aggiunto. Il mantra della sua campagna per la leadership del Paese, ha ricordato Johnson nel suo discorso, è stato quello di “portare a compimento la Brexit, unire il paese e sconfiggere Jeremy Corbyn”, leader laburista dell’opposizione. “È quello che faremo”, ha esclamato in conferenza stampa.

Entro mezz’ora dalla vittoria di Johnson, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha twittato le sue congratulazioni, scrivendo: “Sarà fantastico!”.

Il futuro primo ministro inglese ha promesso che negozierà un nuovo accordo di divorzio con l’Unione Europea per assicurare un’uscita “morbida” dal blocco. Tuttavia, se l’UE dovesse rifiutare, eventualità molto probabile, Johnson ha assicurato che la Gran Bretagna uscirà comunque, con o senza l’accordo, entro il 31 ottobre.

L’Unione Europea crede che una “no-deal” Brexit sarebbe una tragedia per entrambe le parti, ma insiste che non negozierà un accordo di recesso che non includa i suoi punti chiave. “Non vediamo l’ora di lavorare in modo costruttivo con il premier Johnson per facilitare la ratifica dell’accordo di uscita e realizzare una Brexit ordinata”, ha twittato il negoziatore del blocco, Michel Barnier.

I conservatori di Johnson non possiedono la maggioranza in Parlamento e hanno bisogno del sostegno di 10 legislatori del Partito Democratico Unionista dell’Irlanda del Nord, sostenitore della Brexit, per governare. Anche in questo caso, tuttavia, la maggioranza è sottilissima e alcuni parlamentari hanno minacciato di far cadere l’esecutivo, un passo che potrebbe approfondire la crisi politica nel Regno Unito e portare a nuove elezioni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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