Cina: USA minano la stabilità globale, Pechino è pronta alla guerra

Pubblicato il 24 luglio 2019 alle 12:33 in Cina USA e Canada

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La Cina ha accusato gli Stati Uniti e i suoi alleati di minare la stabilità globale, con la loro presenza militare, e ha avvertito che Pechino è pronta alla guerra in caso di dichiarazioni d’indipendenza da parte di Taiwan.

Tali annunci arrivano il 24 luglio, in occasione della pubblicazione di un documento, redatto dal Ministero della Difesa cinese, in cui sono stati svelati i piani per un’ulteriore modernizzazione delle forze armate della Cina. Era dal 2012 che Pechino non svelava dettagli riguardanti le sue strategie belliche. “La competizione strategica internazionale è in aumento”, si legge nel documento del Ministero. La Cina ha poi accusato gli Stati Uniti di adottare “politiche unilaterali” e ha sottolineato che Washington “ha provocato e intensificato la concorrenza tra i principali Paesi del mondo, ha aumentato in modo significativo le sue spese in difesa, ha incrementato la capacità nucleare, spaziale, informatica e missilistica e ha quindi compromesso la stabilità strategica globale”.

La strategia è stata pubblicata il giorno successivo al lancio di un pattugliamento aereo congiunto Cina-Russia, che ha innescato timori in Corea del Sud e in Giappone. I due Paesi hanno visto aerei russi violare il proprio spazio aereo. Nel documento, la Cina sottolinea che durante tale pattugliamento il diritto internazionale è stato “rigorosamente osservato” e che non ci sono stati problemi con nessun Paese terzo. Pechino ha quindi aggiunto che le esercitazioni sino-russe sarebbero continuate. I nuovi sforzi in ambito di Difesa della Cina sottolineano la criticità dell’arena internazionale, in cui molti Stati stanno portando avanti una corsa agli armamenti. La spesa bellica cinese, seconda solo a quella degli Stati Uniti, aumenterà del 7,5% nel 2019.

Le relazioni diplomatiche tra Pechino e Washington sono diventate più tese a causa della guerra commerciale tra i due Paesi, ma anche del sostegno degli Stati Uniti a Taiwan. Gli USA sono presenti nel Mar Cinese Meridionale per sfidare l’egemonia di Pechino sull’area, con pattuglie statunitensi che transitano per tale zona, per sottolineare la libertà di navigazione. Il Mar Cinese Meridionale è una regione fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino. Washington ha espresso preoccupazione per il comportamento della Cina, considerato alla stregua di una “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale” e ha sottolineato che la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline.

Pechino difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicino alle isole rivendicate dalla Cina. Gli Stati Uniti non intrattengono relazioni formali con la repubblica di Taiwan, tuttavia, secondo l’Accordo sulle relazioni tra i due Paesi, siglato nel 1979, Washington ha il dovere e l’obbligo di aiutare l’isola nella salvaguardia delle proprie capacità di autodifesa. Per tale ragione, gli USA risultano il principale fornitore di armi di Taiwan. Da quando il presidente americano, Donald Trump, è entrato nella Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno conducendo una politica più aggressiva, mandando frequenti pattuglie militari nelle acque contese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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