USA sanzionano compagnia cinese per l’acquisto di petrolio iraniano

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 9:55 in Cina Iran USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro un’importante compagnia energetica cinese accusata di aver acquistato petrolio iraniano. Secondo quanto reso noto, lunedì 22 luglio, dal segretario di Stato americano Mike Pompeo, si tratta della Zhuhai Zhenrong Co Ltd, gestita dal governo di Pechino e sospettata, dall’amministrazione Trump, di aver violato le restrizioni imposte al settore petrolifero iraniano.

“Come parte della campagna americana di massima pressione, sto annunciando che gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni alla compagnia cinese Zhuhai Zhenrong e al suo amministratore delegato, Youmin Li”, ha riferito Pompeo in un discorso ufficiale, aggiungendo: “Hanno violato la legge degli Stati Uniti accettando il greggio di Teheran”. In una dichiarazione successiva, il segretario di Stato ha altresì specificato che la Zhuhai Zhenrong è “consapevolmente impegnata in una significativa transazione commerciale per la compravendita o l’acquisto di petrolio iraniano”. Le sanzioni bloccano tutte le proprietà e gli interessi in possesso della compagnia e vietano al suo amministratore delegato l’ingresso negli Stati Uniti.

“Qualsiasi entità che stia considerando di eludere le nostre sanzioni dovrebbe prendere atto dell’azione di oggi”, ha detto Pompeo. “Sottolinea il nostro impegno per l’applicazione effettiva della legge e per rendere responsabile delle sue attività il regime iraniano”.

L’ambasciata cinese a Washington ha fermamente rigettato la posizione statunitense: “La Cina si oppone fermamente all’imposizione di sanzioni unilaterali da parte dell’amministrazione americana. Esortiamo gli Stati Uniti a correggere immediatamente i loro illeciti ea rispettare seriamente i diritti e gli interessi legali delle altre parti”.

Zhuhai Zhenrong, con sede a Pechino e specializzata principalmente nell’acquisto di petrolio iraniano, era già stata precedentemente sanzionata nel 2012 dall’amministrazione Obama per i suoi rapporti con l’Iran. La società è diventata una filiale del Nam Kwong Group, un conglomerato statale con sede a Macao, in una fusione decisa da Pechino alla fine del 2015.

Da quando si è ritirato dall’accordo nucleare con Teheran, l’8 maggio 2018, il presidente americano Donald Trump ha colpito la Repubblica Islamica con la reintroduzione di severe sanzioni che, non solo, vietano l’esportazione di petrolio iraniano, ma prendono anche di mira i Paesi che continuano ad acquistarlo. La Cina era tra le 8 potenze, tra cui Turchia, India e Giappone, che erano state inizialmente esonerate dalle sanzioni americane e autorizzate a continuare le importazioni di greggio iraniano. Le esenzioni, tuttavia, sono terminate il 2 maggio e non sono state più rinnovate. L’8 maggio, Teheran ha annunciato che non avrebbe più rispettato le limitazioni imposte dall’accordo sul nucleare del 2015, il Joint Comprehension Plan of Action (JCPA), denunciando la crescente pressione americana contro la Repubblica Islamica e il mancato intervento dei Paesi europei a tale riguardo. Infine, l’1 luglio 2019, l’Iran ha pubblicamente annunciato di aver cominciato ad arricchire l’uranio al di sopra del limite fissato dal patto, violando in questo modo gli avvertimenti dei Paesi europei e incrinando ulteriormente i suoi rapporti con Washington.

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Chiara Gentili

di Redazione

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