UK: Boris Johnson nuovo leader dei Tory e futuro primo ministro

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 15:36 in Europa UK

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Boris Johnson, accanito sostenitore della Brexit, convinto di un’uscita dall’Unione Europea entro la fine di ottobre, con o senza accordo, ha ottenuto oggi la leadership del Partito conservatore e sostituirà Theresa May come nuovo primo ministro inglese. La sua vittoria schiacciante sul rivale Jeremy Hunt porta la Gran Bretagna verso una definitiva separazione dal blocco europeo e verso una probabile crisi interna, dal momento che i parlamentari inglesi hanno votato a maggioranza a favore della caduta di qualsiasi governo intraprenda una Brexit senza un accordo che ne regoli l’uscita.

Johnson, che è stato uno dei volti del referendum del 2016 schierato sul fronte del “Leave”, ha ottenuto i voti del 66% dei membri del Partito tory, circa il doppio di quelli del suo contendente Hunt, ex Segretario degli Esteri. L’ex premier, Theresa May, lascerà il suo ufficio mercoledì 24 luglio, dopo essersi recata a Buckingham Palace dalla regina Elisabetta, la quale designerà formalmente Johnson nuovo primo ministro inglese.

“Faremo la Brexit entro il 31 ottobre e trarremo vantaggio da tutte le opportunità che ci offrirà, portando un nuovo spirito, quello del “fare”,” ha detto Johnson dopo l’annuncio dei risultati. “Come un gigante addormentato, ci alzeremo e spegneremo le corde del dubbio e della negatività”, ha aggiunto. Il mantra della sua campagna per la leadership del Paese, ha ricordato Johnson nel suo discorso, è stato quello di “portare a compimento la Brexit, unire il paese e sconfiggere Jeremy Corbyn”, leader laburista dell’opposizione. “È quello che faremo”, ha esclamato in conferenza stampa.

Entro mezz’ora dalla vittoria di Johnson, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha twittato le sue congratulazioni, scrivendo: “Sarà fantastico!”.

Il futuro primo ministro inglese ha promesso che negozierà un nuovo accordo di divorzio con l’Unione Europea per assicurare un’uscita “morbida” dal blocco. Tuttavia, se l’UE dovesse rifiutare, eventualità molto probabile, Johnson ha assicurato che la Gran Bretagna uscirà comunque, con o senza l’accordo, entro il 31 ottobre.

L’Unione Europea crede che una “no-deal” Brexit sarebbe una tragedia per entrambe le parti, ma insiste che non negozierà un accordo di recesso che non includa i suoi punti chiave. “Non vediamo l’ora di lavorare in modo costruttivo con il premier Johnson per facilitare la ratifica dell’accordo di uscita e realizzare una Brexit ordinata”, ha twittato il negoziatore del blocco, Michel Barnier.

I conservatori di Johnson non possiedono la maggioranza in Parlamento e hanno bisogno del sostegno di 10 legislatori del Partito Democratico Unionista dell’Irlanda del Nord, sostenitore della Brexit, per governare. Anche in questo caso, tuttavia, la maggioranza è sottilissima e alcuni parlamentari hanno minacciato di far cadere l’esecutivo, un passo che potrebbe approfondire la crisi politica nel Regno Unito e portare a nuove elezioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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