Qatar, parla un magnate: “Dietro l’attentato in Somalia ci siamo noi”

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 19:27 in Emirati Arabi Uniti Qatar Somalia

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Un importante imprenditore qatariota, ritenuto vicino all’Emiro, Tamim bin Hamad al-Thani, ha rivelato all’ambasciatore del Qatar in Somalia, Hassan bin Hamza Hashem, che i militanti che hanno realizzato l’attentato a Bosaso, nel Nord della Somalia, sono stati assoldati da Doha in risposta alla crescente attività del suo rivale principale a Mogadiscio, gli Emirati Arabi Uniti.

È quanto emerso da una registrazione audio, ottenuta in esclusiva dal quotidiano The New York Times, che ha diffuso la notizia, della telefonata tra i due qatarioti del 18 maggio, a pochi giorni dall’attentato.

In particolare, il quotidiano ha riportato che l’attentato della metà maggio a Bosaso, inizialmente ritenuto causato dai bombardamenti degli americani nella regione di Puntland, colpita dall’ISIS, dipendesse in realtà dal conflitto tra “i benestanti Paesi del Golfo Persiano che competono tra di loro per l’ottenimento di potere e ricchezza nel Corno d’Africa”.

È in tale contesto che il magnate qatariota, Khalifa Kayed al-Muhanadi, ritenuto vicino all’Emiro, ha dichiarato di conoscere bene “chi si nasconde dietro i bombardamenti e le uccisioni” dell’attentato di maggio, a seguito del quale sono morte almeno 8 persone e che è stato reclamato da un gruppo locale vicino allo Stato Islamico. In particolare, al-Muhanadi ha reso noto che l’attacco è stato “mirato a far scappare da lì gli investitori di Dubai”, facendo riferimento all’appalto concesso ad una azienda degli EAU, la DP World, con sede a Dubai, in merito alla gestione del porto di Bosaso. In particolare, al-Muhanadi ha dichiarato di voler “buttare fuori gli Emirati, così che i somali non rinnovino i contratti con gli emiratini, ma che li siglino con i qatarini”. A tal proposito, il magnate qatariota ha dichiarato di conoscere un parente del presidente somalo e che costui li avrebbe aiutati nell’ottenere il trasferimento dell’appalto in merito alla gestione del porto di Bosaso.

Né il governo del Qatar, né al-Muhanadi hanno messo in dubbio l’autenticità della registrazione, che è stata realizzata da un’Agenzia di intelligence estera contraria alla politica estera qatariota. Tuttavia, sia i portavoce del governo, sia il magnate qatariota, hanno commentato le dichiarazioni quali opinioni personali di un cittadino privato e non di un ufficiale di governo.

Interpellati dal quotidiano The Times, l’ufficio della comunicazione del Qatar ha dichiarato che “l’obiettivo della politica estera del Paese è sempre stato quello di creare stabilità e prosperità”, aggiungendo che il governo “non interferisce con le questioni interne di Paesi sovrani” e che “chiunque lo faccia non agisce a nome del governo qatariota”.

Tuttavia, come ha fatto emergere il New York Times, l’ambasciatore Hashem non ha mostrato stupore o dispiacere in merito al ruolo che il suo Paese avrebbe avuto in riferimento agli attacchi in Somalia. Al contrario, in risposta alle rivelazioni di al-Muhanadi, Hashem ha dichiarato: “Quindi è per questo che (gli emiratini) stanno subendo attacchi, per farli scappare”. A tali parole, il magnate qatariota ha sciolto ogni riserva rispondendo che “i nostri amici” si nascondono “dietro gli ultimi bombardamenti”.

L’Agenzia di intelligence che ha registrato la telefonata sostiene che al-Muhanadi sia vicino all’Emiro, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, per via dei forti rapporti di amicizia tra i due. In una intervista telefonica con il New York Times, al-Muhanadi ha dichiarato di essere “un semplice amico di scuola” dell’ambasciatore e di “non rappresentare alcun governo”. Tuttavia, nel corso di un’altra intervista con l’ambasciatore, Hashem ha negato di conoscere al-Muhanadi.

Il governo del Qatar ha dichiarato che avvierà delle indagini in merito alla telefonata tra al-Muhanadi e l’ambasciatore, dichiarando che il magnate dovrà “assumersi le responsabilità delle proprie dichiarazioni che non rappresentano il punto di vista del Qatar”. “La Somalia è un partner importante per il Qatar, ma non abbiamo intenzione di interferire con i loro affari interni”, ha dichiarato Doha.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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