Pakistan si propone come chiave di volta nelle trattative di pace in Afghanistan

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 11:40 in Afghanistan Pakistan USA e Canada

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Il presidente americano Donald Trump ha accolto positivamente l’aiuto offerto dal Pakistan nel favorire i colloqui di pace in Afghanistan e le trattative con i talebani. La mossa potrebbe segnare una svolta importante nel processo di negoziazione, dal momento che il Paese è stato il principale sponsor dei talebani durante la loro presa di potere a Kabul, negli anni ’90.

Il primo ministro pakistano, Imran Khan, si trova per la sua prima volta in visita ufficiale a Washington e, parlando con Trump nello Studio Ovale della Casa Bianca, sta cercando di recuperare i rapporti, da tempo deteriorati, con la controparte americana. Dall’altra parte, lo stesso presidente USA ha mostrato interesse nell’iniziativa pakistana e nella sua nuova presa di posizione. Parlando della lunga guerra afgana, in corso ormai da 18 anni, Trump ha affermato, in riunione con Khan, lunedì 22 luglio: “Il Pakistan ci aiuterà a districarci”. “Abbiamo fatto molti progressi nelle ultime settimane e il Pakistan ci ha sicuramente supportato”, ha aggiunto il presidente. In merito all’impegno statunitense in Afghanistan e agli sforzi per portare avanti le trattative di pace, Trump ha chiarito: “Siamo come poliziotti. Non stiamo combattendo una guerra. Se volessimo combattere una guerra in Afghanistan e vincerla, avrei potuto vincere quella guerra in una settimana. Ma non voglio uccidere 10 milioni di persone. L’Afghanistan potrebbe essere spazzato via dalla faccia della Terra. Non voglio seguire quella strada”.

I talebani hanno ingaggiato una guerra contro il governo centrale di Kabul da quando sono stati scalzati dal potere grazie all’intervento alle forze armate statunitensi e dei suoi alleati, nel 2001. Il Pakistan ha sempre esercitato una forte influenza sul gruppo fondamentalista islamico. Grazie al suo ruolo nella regione, Islamabad può essere un attore chiave nel processo di riconciliazione con il governo del presidente afgano Ashraf Ghani.

In passato, Trump ha accusato il Pakistan di essere sleale e doppiogiochista. Lo scorso anno, il presidente americano aveva altresì deciso di tagliare gli aiuti economici forniti a Islamabad perché, secondo la Casa Bianca, il governo pakistano non stava facendo abbastanza per combattere l’estremismo nella regione. Si trattava di un taglio agli aiuti militari pari a circa 300 milioni di dollari che, ad oggi, il primo ministro Khan è intenzionato a tutti i costi a recuperare. Khan, inoltre, starebbe tentando di far rimuovere il Pakistan da un elenco di sanzioni della Task Force internazionale di azione finanziaria, che ha ritenuto il Paese “non collaborativo” nella lotta al riciclaggio di denaro. L’inserimento in questa lista, secondo alcuni esperti, costa all’economia pakistana circa 10 miliardi dollari.

Durante l’incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca, il primo ministro di Islamabad ha altresì sottoposto all’attenzione del presidente americano la questione della disputa con l’India sulla regione del Kashmir. Trump ha sottolineato di aver ricevuto da parte del premier indiano Narendra Modi lo stesso invito a mediare la controversia e ha riferito che il governo di Nuova Delhi gli avrebbe chiesto di fare da intermediario tra le due parti. Tali dichiarazioni, tuttavia, sono state prontamente smentite dall’amministrazione Modi. Da decenni i separatisti del Kashmir combattono un conflitto armato contro il dominio indiano, con una parte di loro, la maggioranza, che vuole l’indipendenza per la regione himalayana, e un’altra che punta a unirsi al Pakistan, storico rivale di Nuova Delhi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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