Nigeria: scontri tra polizia e gruppo sciita, almeno 8 morti

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 16:28 in Africa Nigeria

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Violenti scontri tra le forze di sicurezza nigeriane e sostenitori del Movimento Islamico della Nigeria (IMN) hanno provocato, martedì 23 luglio, la morte di almeno 8 persone, tra cui un giornalista locale. Membri del gruppo sciita hanno iniziato a marciare lunedì per le strade della capitale, Abuja, chiedendo il rilascio del loro leader, Ibrahim el-Zakzaky, in prigione dal 2015. Le manifestazioni sono esplose in questi giorni in seguito alla pubblicazione di alcuni report che hanno attestato come le condizioni di salute di el-Zakzaky e di sua moglie, anche lei in detenzione, siano peggiorate gravemente nell’ultimo periodo.

Per sedare le proteste, le autorità hanno dispiegato numerosi agenti delle forze di sicurezza, i quali hanno ingaggiato con in sostenitori del Movimento Islamico un aspro scontro a fuoco. La polizia nigeriana ha riferito che un alto ufficiale incaricato di coordinare le operazioni di sicurezza è rimasto ucciso durante le proteste. Da parte sua, l’IMN sostiene che almeno 6 dei suoi membri sono stati trovati morti a causa degli spari degli uomini della sicurezza. Tuttavia, affermano i fautori delle proteste, il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto. “Posso confermare che 11 dei nostri membri sono stati uccisi per colpi di arma da fuoco durante la protesta di ieri”, ha riferito al quotidiano Al Jazeera uno dei leader Movimento Islamico nigeriano, Abdulhamid Bello.

Anche il giornalista 23enne, Precious Owolabi, che lavorava per l’emittente locale Channels Television, è stato trovato morto dopo che alcuni spari lo hanno colpito allo stomaco. “La direzione e il personale di Channels Television sono fortemente rattristati dalla morte prematura e sfortunata di un giornalista così promettente”, ha affermato l’emittente con una nota. Anche l’Unione nigeriana dei Giornalisti (NUJ) ha condannato l’uccisione di Owolabi.

Nel frattempo, la polizia nigeriana ha riferito che 54 membri del gruppo sciita sono stati arrestati lunedì 22 luglio e sono in attesa di essere processati. “I sospetti sono stati sottoposti a interrogatorio e saranno portati in tribunale il più presto possibile”, si legge in una nota della polizia. Il Movimento Islamico ha condannato l’arresto di alcuni suoi uomini affermando che 11 persone gravemente ferite e tenute sotto osservazione all’Ospedale Didattico dell’Università di Abuja sono state portate via dalla polizia nonostante fossero state colpite dagli spari durante le proteste.

Le manifestazioni del gruppo sciita sono andate avanti per alcuni giorni prima di esplodere negli scontri del 22 e 23 luglio contro la polizia nigeriana. La settimana scorsa, le agitazioni avevano portato anche alla chiusura del palazzo dell’Assemblea Nazionale, ad Abuja. Le due parti si accusano a vicenda di aver cominciato la sparatoria. Il Movimento Islamico, gruppo che rappresenta la minoranza sciita del Paese, ha detto che continuerà a protestare fino a quando non verrà assicurato il rilascio el-Zakzaky, fondatore dell’IMN negli anni ’70. Un portavoce presidenziale ha riferito ai media locali che il leader del Movimento è stato messo in custodia “per la sua sicurezza personale”. 

Per più di tre decenni, il gruppo sciita ha affrontato frequenti scontri con le forze di sicurezza della Nigeria nel corso di manifestazioni contro la persecuzione religiosa che percepivano venisse fatta a loro danno. Secondo l’organizzazione umanitaria Amnesty International, quasi 400 membri dell’IMN sono stati uccisi dalla polizia nel corso di proteste, per lo più pacifiche, dal 2015.

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Chiara Gentili

di Redazione

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