Indonesia: arrestato militante, rivelati legami con l’ISIS

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 18:18 in Asia Indonesia

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La polizia indonesiana ha dichiarato, martedì 23 luglio, di aver arrestato un sospetto militante con l’accusa di pianificare un attentato contro il Paese nel giorno dell’Indipendenza, che ricorre il 17 agosto.

Gli ufficiali della squadra d’elite antiterrorismo dell’Indonesia, la Densus 88, hanno arrestato l’individuo, identificato con il nome di Novendri, nella provincia di Sumatra Ovest. Novendri era un membro del gruppo Jemaah Ansharut Daulah (JAD), organizzazione terroristica ispirata allo Stato Islamico. Durante la conferenza stampa organizzata dalla polizia, il portavoce del corpo nazionale, Dedi Prasetyo, ha dichiarato che dalle indagini è emerso che l’attentato pianificato da Novendri prevedeva il posizionamento di ordigni esplosivi ai quartier generali della polizia e in altre caserme.

Il militante, che è stato arrestato giovedì 18 luglio, faceva parte, secondo le dichiarazioni della polizia di Jakarta, della rete di militanti indonesiani che le autorità ritengono essere legata allo Stato Islamico in Afghanistan, nonché correlata agli episodi di violenza nelle Filippine.

Per quanto concerne i legami con l’ISIS in Afghanistan, le autorità hanno reso noto, nel corso della conferenza stampa in merito all’arresto di Novendri, che i militanti presenti in Indonesia sono ritenuti legati a Saefulah, un leader jihadista che, secondo le autorità, risiede in Afghanistan, dove operano i combattenti dell’ISIS. In virtù di tale legame, ha dichiarato Prasetyo, dopo la sconfitta delll’ISIS in Siria e in Iraq, alcuni militanti indonesiani hanno lasciato il Paese per recarsi in Afghanistan.

In merito al nesso con la violenza nelle Filippine, invece, secondo la polizia la rete di militanti indonesiani è collegata ai combattenti presenti a Manila, come dimostrato dall’aiuto fornito dagli indonesiani ad una coppia che ha raggiunto le Filippine dall’isola di Sulawesi, nel Nord del Paese. Tale coppia, ha reso noto la polizia, è stata responsabile dell’attentato suicida del mese di febbraio nell’isola di Jolo, nelle Filippine, che ha portato alla morte di 22 persone.

Le indagini, ha dichiarato la polizia indonesiana, sono state portate avanti grazie alla collaborazione con vari Paesi, tra cui la Malesia, le Filippine, l’Afghanistan, gli Stati Uniti e l’Australia.

Jemaah Ansharut Daulah (JAD) è una organizzazione ispirata allo Stato Islamico e dallo scorso anno designata terrorista dall’Indonesia. Dal 2017, il JAD è presente nella lista di gruppi terroristici stilata dal Dipartimento di Stato americano. Sembra che Jemaah Ansharut Daulah abbia raccolto tra le sue fila centinaia di simpatizzanti islamisti di nazionalità indonesiana.

Con la progressiva sconfitta militare dell’ISIS nel corso dei mesi passati, secondo molti osservatori, l’Indonesia e, in generale, il sud-est asiatico, potrebbero diventare un nuovo territorio fertile per i terroristi islamisti. Fin dall’autoproclamazione del Califfato islamico, il 19 giugno 2014, l’ISIS ha dedicato parte della propria propaganda ai Paesi dell’Asia per reclutare combattenti dall’Indonesia, dalle Filippine, dalla Thailandia e dalla Malesia. Ne è conseguito che, secondo le stime del Soufan Group, entro il 2015, sono stati almeno 900 i foreign fighters partiti dai Paesi dell’Asia meridionale, soprattutto dall’Indonesia, da dove almeno 700 individui avrebbero raggiunto la Siria e l’Iraq. L’allarme della minaccia terroristica nel Paese asiatico, tuttavia, persiste dall’11 settembre 2001. Da allora, il gruppo jihadista Jemaah Islamiya (JI), legato ad al-Qaeda, e le sue branche sparse in territorio indonesiano, hanno compiuto una serie di attentati sparsi in tutta la regione.

La squadra d’élite antiterrorismo dell’Indonesia, Densus 88, è stata creata sulla scia dell’attentato di Bali per debellare definitivamente Jemaaah Islamiyah e gli altri gruppi terroristici attivi nel Paese, il più grande a maggioranza musulmana nel mondo. Dopo aver catturato Basyir, le forze di sicurezza avevano riscosso notevoli successi nello scioglimento delle reti terroristiche, ma molti di questi gruppi si sono successivamente ricostituiti e hanno ricominciato ad agire nella clandestinità.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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