Corea del Nord: Kim Jong Un ispeziona un nuovo sottomarino

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 12:54 in Corea del Nord USA e Canada

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Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha ispezionato un sottomarino di recente costruzione, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale, annunciando un possibile sviluppo del programma di missili balistici lanciati da sottomarini.

Kim Jong Un ha eseguito un controllo dei dati operativi e tattici e dei sistemi d’armamento del sottomarino, che è stato costruito sotto la “sua speciale attenzione”. Il mezzo sarà operativo nelle acque al largo della costa orientale, secondo i media locali. “La capacità operativa di un sottomarino è una componente importante nella difesa nazionale del nostro Paese, limitato a Est e Ovest dal mare”, ha dichiarato Kim. La Corea del Nord possiede una grande flotta sottomarina, ma solo un mezzo è in grado di trasportare un missile balistico.

Un portavoce del Ministero della Difesa sudcoreano ha dichiarato che Seul sta monitorando gli sviluppi della Corea del Nord, ma non ha potuto confermare se il sottomarino in questione sia stato progettato per trasportare missili. Kim Dong-yub, un esperto in ambito militare dell’Istituto di Studi Orientali dell’Università di Kyungnam, a Seoul, ha affermato che probabilmente Kim vuole semplicemente rassicurare i nordcoreani riguardo al suo impegno nella difesa nazionale, in un momento in cui il governo si sta concentrando prevalentemente sull’economia. “Annunciare l’ispezione del nuovo sottomarino ha l’intento di costruire solidarietà interna, dissipare le preoccupazioni delle persone riguardo alla sicurezza nazionale, rassicurarle e aumentare il morale militare”, ha sottolineato l’esperto.

Tale mossa si inserisce in un contesto geopolitico complesso. Il 16 luglio, un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano aveva accusato gli Stati Uniti e la Corea del Sud di stare effettuando “prove belliche” congiunte. Tale accusa si riferiva alle esercitazioni militari di Washington e Seul, a cui i due Paesi avevano inizialmente rinunciato, sotto richiesta di Pyongyang. Il rappresentante del Ministero nordcoreano aveva riferito che gli Stati Uniti “stanno unilateralmente rinnegando i propri impegni” e tale atteggiamento stava portando Kim Jong-Un a riconsiderare i propri obblighi relativi all’interruzione dei test con missili balistici intercontinentali (ICBM).

I rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord appaiono instabili. Domenica 30 giugno, si era tenuto, dopo mesi di gelo diplomatico, un incontro ufficiale tra il presidente Trump e Kim e si era deciso di riprendere i colloqui sul nucleare. Trump e Kim, che si erano incontrati al confine tra le due Coree, avevano deciso di organizzare nuove squadre diplomatiche pronte a intraprendere futuri negoziati di alto livello. L’incontro sembrava aver interrotto le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, in occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio 2019, i colloqui erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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