Afghanistan: uccisi 9 combattenti dell’ISIS

Pubblicato il 23 luglio 2019 alle 20:09 in Afghanistan Pakistan

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Alcuni ribelli civili della regione orientale dell’Afghanistan del Nangarhar si sono scontrati con un gruppo di militanti dell’ISIS, uccidendone 9.

È quanto riportato dall’ufficio mediatico delle autorità provinciali, martedì 23 luglio, che hanno reso noto che lo scontro è avvenuto nella notte di lunedì, 22 luglio, nei dintorni di Bandar, nel distretto di Achin, nell’Est dell’Afghanistan.

I 4 ribelli, che hanno subito alcuni danni fisici, sono riusciti a fermare i combattenti dell’ISIS che tentavano di fare irruzione nel Paese dal Pakistan. I 9 militanti, tutti pakistani, provenivano dalle regioni confinanti di Bajaur, nel Nord-Ovest del Pakistan, e Orkazai, nel centro del Paese.

L’ISIS non ha al momento rilasciato dichiarazioni in merito alla morte dei suoi militanti.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina.

La base della Khorasan Province è stata, secondo Al Jazeera inizialmente nella provincia orientale del Nangarhar, vicino il confine con il Pakistan. Ultimamente, però, ha allargato la propria estensione alla provincia del Kunar, nella parte nordorientale del Paese. In totale, secondo quanto affermato da un membro del consiglio della provincia di Nangarhar, Ajmal Omar, lo Stato Islamico è presente in 4 province dell’Afghanistan, ovvero in Nangarhar, Nuristan, Kunar e Laghman.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese al fine di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione, al fine di stabilizzare il Paese asiatico. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Il giorno precedente, il capo di Stato americano aveva annunciato il ritiro di tutte le truppe USA dalla Siria. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. 

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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